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Canapa industriale, Mantero: “regolamentare il settore per avere un gettito di 1mld”

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Canapa. 12.000 operatori del settore della Canapa industriale scrivono al Presidente del Consiglio Conte:  “Noi operatori del settore della canapa industriale fortunatamente non abbiamo bisogno di sussidi e incentivi per proseguire le nostre attività e lo sviluppo delle stesse – si legge nella lettera – quello di cui necessitiamo, in maniera oltremodo urgente, è una legge chiara che ci tuteli e che soprattutto non ci esponga a procedimenti penali ingiusti e ingiustificati, con tutte le conseguenze a volte surreali, che questo tipo di situazioni può avere nella vita di persone oneste che lavorano e sicuramente non delinquono né vogliono farlo”.

Per soddisfare queste richieste – sostengono – è sufficiente approvare l’emendamento alla Legge di Stabilità in discussione questi giorni alla Camera.

“Lo scorso anno – ricorda il senatore del MoVimento 5 Stelle, Matteo Manterola maggioranza ha approvato in legge di stabilità, un emendamento mio e del collega Mollame, per regolamentare la vendita delle infiorescenze di canapa industriale e per l’estrazione del CBD. Emendamento poi stralciato, per un cavillo tecnico e una sostanziosa dose di pregiudizio, dalla Presidente Casellati, da allora lo abbiamo perfezionato e ripresentato in diversi decreti, ma ahimè al Senato la mannaia della Casellati è sempre pronta”.

“L’abbiamo aggirata – scrive ancora Mantero – ripresentando quell’emendamento alla Camera in legge di stabilità, a questo punto la stessa maggioranza che l’aveva votata al Senato avrebbe dovuto approvarla senza difficoltà, dando una cornice chiara alle tante aziende che hanno coraggiosamente investito in questo settore, garantendo una maggiore sicurezza ai consumatori e anche portando nelle casse dello stato quasi 1 miliardo di euro di nuove entrare (calcoli del Ministero delle Finanze)”.

“Purtroppo questo non è accaduto.  Non è avvenuto perché alcuni partiti della maggioranza, PD e IV principalmente, accampano scuse tipo ‘non è il momento’ (e quando lo sarà?), ‘non si può decidere in fretta e furia’ (ma è da un anno e mezzo che ci stiamo lavorando), ‘ci sono altre priorità’, ‘le opposizioni diranno che liberalizziamo la droga’. Per questi motivi, mi pare corretto spiegare chiaramente, perché questo emendamento è importante e urgente”.

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PREMESSA:

Parliamo di canapa industriale, prodotto agricolo normato dalla legge, varietà presenti e registrate la cui produzione è lecita ‘ab origine’ in base alla legge 242 e consentita dalla convenzione internazionale unica del 1961 (art 28) e dal testo unico per gli stupefacenti (Dpr 309/90) art 26.

In Italia esiste già un mercato costituito da 3000 aziende, con circa 12.000 lavoratori per un fatturato di circa 200 milioni di euro, la vendita di questi prodotti è riconosciuta legittima dalla sentenza di novembre 2018 della Corte di Cassazione e dalla sentenza a Sezioni Unite del giugno 2019, che consente la vendita di prodotti che non abbiano “in concreto alcun effetto drogante”

Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea stabilisce, che nessuno stato può negare l’importazione di questi prodotti.

Gli accordi europei stabiliscono la possibilità di accedere ai contributi PAC, per coltivazioni da sementi certificate, con thc inferiore allo 0,2%, ma gli stati membri hanno stabilito diversi limiti di tolleranza (in Svizzera ad esempio siamo all’1%), la legge 242 stabilisce il limite dello 0,6% per l’Italia.

COSA PREVEDE L’EMENDAMENTO:

La legge 242 è parzialmente incompleta, non regola infatti la vendita di infiorescenza, né la possibilità di utilizzare la biomassa a fini estrattivi per ottenere il CBD.

Con questo nuovo emendamento, interveniamo per regolamentare la commercializzazione di tali prodotti (non vietata da alcuna norma come indicato anche dalle succitate sentenze) in maniera chiara, stabilendo controlli, una etichettatura chiara, che indichi la provenienza, la percentuale di CBD e l’assenza di inquinanti. Stabiliamo inoltre un limite massimo di THC inferiore allo 0,5% (il limite è inferiore a quello presente nella legge 242), quindi abbassiamo il contenuto massimo di questo cannabinoide, per rifarci all’indicazione dei tossicologi forensi e di molteplici trattati di tossicologia, che riconoscono come al di sotto di questo limite non vi sia alcun effetto psicotropo né pericolosità per il consumatore.

Regolamentare è necessario per garantire norme chiare agli agricoltori, ai commercianti e per la sicurezza dei consumatori.

CONCLUSIONI:

Il mercato è di fatto già lecito, ma non regolato. Non definire condizioni chiare ai produttori non farebbe altro che boicottare la produzione interna consentendo comunque le importazioni, quindi la vendita di tali prodotti non si fermerebbe, ma continuerebbe in maniera non regolata.

Sarebbe assurdo non regolamentare tale mercato, assicurando alle casse dello Stato un gettito di quasi un miliardo di euro, proteggendo i nostri agricoltori, assicurando un lavoro a 12.000 dipendenti e soprattutto tutelando la salute di chi consuma, per meri motivi ideologici o per scarsa conoscenza della materia.

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Di seguito il testo della lettera:

Egregi Onorevoli,

In questi giorni state discutendo la Legge di Stabilità che mai come quest’anno si presenta permeata da una responsabilità ENORME.

Dalle vostre scelte e decisioni dipenderà infatti la ripartenza di questo Paese, a seguito di un anno così imprevisto, pandemico e catastrofico sotto più punti di vista.

Noi operatori del settore della canapa industriale fortunatamente non abbiamo bisogno di sussidi e incentivi (anche ulteriori, laddove esistenti) per proseguire le nostre attività e lo sviluppo delle stesse.

Quello di cui necessitiamo, in maniera oltremodo urgente, è una legge chiara che ci tuteli e che soprattutto non ci esponga a procedimenti penali ingiusti e ingiustificati, con tutte le conseguenze a volte surreali, che questo tipo di situazioni può avere nella vita di persone oneste che lavorano e sicuramente non delinquono né vogliono farlo.

In questo momento storico dove il 90% della popolazione italiana è in profonda crisi lavorativa ed economica, non potete permetterVi di non tutelare uno dei pochi settori produttivi ancora in crescita che può apportare mille benefici in più comparti e ambiti.

Non si tratta e non trattiamo “droga”, come inneggiano le forze di opposizione notoriamente proibizioniste e ignoranti sull’argomento.

Più per ideologia che per prassi, sappiamo anche questo no? Si parla di un prodotto agricolo dai mille utilizzi che contribuirà in maniera considerevole alla rivoluzione del GREEN NEW DEAL a livello globale. (e che ha già iniziato a farlo in numerosi altri Stati, come sapete!) La canapa di cui parliamo ha un indice di THC (unico principio psicoattivo presente) inferiore allo 0,5%.

Limite questo che, tecnicamente, non arriva a caratterizzare il prodotto di un’efficacia drogante tale da comportare un’alterazione psicofisica dell’uomo, come ampiamente dimostrato da tutte le ricerche scientifiche legate e svolte sull’argomento.

Questa canapa industriale contiene grandi concentrazioni di CBD: una molecola dall’enorme potere benefico finanche terapeutico, anche questo ampiamente dimostrato.

E confermato anche dall’ OMS che tra i primi ha dichiarato che il CBD (alle percentuali presenti nelle varietà coltivabili, ammesse) è ben tollerato da esseri umani e animali e non è correlato ad alcun effetto negativo sulla salute.

Anzi, tutto il contrario! Siamo più di 3000 aziende, persone giuridiche e fisiche che pagano regolarmente le imposte e le tasse da voi richieste (Voi= Stato), contribuendo in maniera considerevole al bilancio, così come dimostrano anche le proiezioni di recenti studi economici già in Vostro possesso (soluzioni peraltro di chiusura facilmente estendibili e incrementabili).

Pensate alle migliaia di famiglie che vivono grazie a queste attività. Persone normali, padri e madri, ragazzi tornati in Italia, figli, magari anche di qualcuno di Voi o di qualche Vostro amico o conoscente. Non siamo “Pablo Escobar” vari o criminali di Piazza Librino o Scampia.

Anche se, nonostante questo, ci ritroviamo costretti a vivere costantemente con l’ansia di ricevere un’ispezione con operatori di PG molto spesso e -a volte- non a causa loro, poco preparati, con successivo procedimento penale, enorme dispendio di risorse economiche, energie vitali e purtroppo anche situazioni gravissime a livello di libertà personale (e mentale) per l’incomprensione dell’Autorità di turno.

Che varia ahinoi, il suo ragionamento da luogo a luogo, senza alcuna certezza di tutela o diritto.

A nostro parere, quello di gran parte del popolo italiano, di elettori, avreste il dovere morale nonché una coscienza etica nei confronti di Noi tutti, di sostenere ogni attività di regolamentazione in questo senso.

Tale attività ad oggi coincide con l’impegno profuso dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle con l’emendamento 168.03 prima firma Sodano ma che, in tempi passati, sarebbe potuto essere, almeno da quanto da Voi stesso (partito o corrente di pensiero), dichiarato, anche Vostro.

Auspichiamo una ragionevole risoluzione di eventuali conflitti interni alla maggioranza rendendoci disponibili a confronti e chiarimenti con tutte le parti che vorranno aprirsi ad un dialogo costruttivo.

Cordiali Saluti, buon lavoro 12000 operatori di Settore e altrettante famiglie.

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