CANADA, MARIJUANA. ECCO IL PIANO TRUDEAU

Di Sara Falconieri. Marijuana. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha illustrato il suo piano per la legalizzazione della marijuana a scopi ricreativi che potrebbe diventare legge già da luglio 2018. Il programma prevede un prezzo di mercato da dieci dollari al grammo e una tassa del 10%. Obiettivo del leader canadese è garantire entrate fiscali per la copertura dei costi governativi di distribuzione e controllo, evitando una crescita dei costi eccessiva che potrebbe foraggiare il mercato clandestino.

Le nuove disposizioni trasformerebbero la marijuana in un bene di consumo vero e proprio, con norme e limiti stabiliti. Secondo le stime di Canaccord Genuity Group Inc. le vendite potrebbero raggiungere un fatturato di 6 miliardi di dollari entro il 2021, ma Trudeau dovrà tener conto delle scelte dei governi locali. La legge infatti sarà regolarizzata a livello federale, ma saranno i singoli governi a gestire i processi di vendita e a stabilire un limite di età superiore ai 18 anni.

Sulle stesse province peseranno i costi per la creazione di un sistema di distribuzione al dettaglio e per gli addestramenti delle forze di polizia al controllo su strada. I governi locali hanno richiesto perciò un aumento del peso fiscale a copertura delle spese di gestione. Una proposta a cui il capo del governo federale ha già messo un freno dichiarando che la tassazione non può essere così pesante da tenere in piedi il mercato nero. Serve che i governi “proteggano i loro figli” dal commercio illegale. Il vice presidente esecutivo di Aurora Cannabis Inc. ha reso noto che un grammo di cannabis costa attualmente al mercato illecito tra gli 8 e i 10 dollari in Canada.

L’uso della sostanza a scopi terapeutici è legale in Canada già dal 2001 e l’iter per la liberalizzazione in breve tempo ha fatto grandi progressi. Traguardi utopistici per l’Italia dove la proposta di legge, depositata da oltre due anni, è ancora in fase di stallo in Parlamento. La recente accelerazione indotta dai 5stelle riporterà il testo di legge in Aula il 17 ottobre. Del provvedimento resta però in vita solo la parte relativa all’uso medico. Quanto promette questa nuova spinta? Anche all’interno del M5S sembrano esserci controversie tra chi preme per la liberalizzazione totale e chi preferisce andarci con i piedi di piombo.

Il Canada si affretta a concludere, mentre in Italia si apre l’ennesimo spiraglio. Anche stavolta, la legge potrebbe vedere finalmente la luce o tornare nuovamente nel cassetto dei sogni.

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