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CAMERE, NOMINATI I CAPIGRUPPO E INTANTO LEGA E M5S PENSANO AL DEF

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Camere, nominati i capigruppo e intanto Lega e M5S pensano al Def. Giornata di riunioni alla Camera e al Senato, che oggi vede riunirsi le assemblee dei gruppi parlamentari per l’elezione dei capigruppo.

Occhi puntati sulle scelte del Partito Democratico, perché i due capigruppo di Camera e Senato, formeranno, insieme al reggente Maurizio Martina ed al presidente dem Matteo Orfini, la delegazione che parteciperà alle consultazioni del Quirinale.

Martina assicura “opposizione dura e responsabile”, come stabilito in direzione, ma i renziani non si fidano della linea trasversale alla maggioranza e minoranza che non vuole chiudere tutte le porte.

La convinzione tra le file dem è che Lega e M5S si siano già portati avanti nella trattativa per Palazzo Chigi.

Alla base della riunione di oggi, c’è ovviamente l’idea di dare rappresentanza alle varie aree nelle cariche istituzionali, inclusa una vicepresidenza alla minoranza (Anna Rossomando al Senato, o – meno probabile – Barbara Pollastrini alla Camera).

“Vogliamo provare tutti insieme a dare un segnale di squadra e l’unità è il presupposto per costruire il rilancio del Pd. Per questo le due proposte che vi presento per i capigruppo sono fatte con questo spirito: Graziano Delrio alla Camera e  Andrea Marcucci al Senato” – afferma il reggente del Pd, Maurizio Martina in assemblea a Montecitorio.

Uno schema che è servito ad evitare la conta interna al partito.

Gli uomini vicini all’ex segretario Renzi, non erano infatti intenzionati a cedere sui capigruppo e si erano detti pronti al voto segreto (almeno 32 voti su 54 al Senato e 70 su 111 alla Camera).

“Lo faccio con spirito di servizio e di unità per il partito democratico. Per un’azione forte di
opposizione responsabile e seria” – ha detto, a quanto si apprende, Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, prendendo la parola in assemblea.

In casa Forza Italia, dopo l’elezione alla Presidenza del Senato di Maria Elisabetta Casellati, gli azzurri hanno votato compatti i nuovi capigruppo: Maria Stella Gelmini capogruppo alla Camera e Annamaria Bernini al Senato.

Ma all’unità interna, gli azzurri contrappongono una possibile separazione dalla Lega per quanto riguarda le delegazioni che saliranno al Colle per le consultazioni.

Insomma, il centrodestra potrebbe presentarsi al Quirinale con delegazioni distinte, proprio per ribadire la “divisione di fatto” che si è venuta a creare con l’elezione dei presidenti delle Camere.

Proseguono intanto i contatti tra M5S e Lega sul nuovo Governo.

Salvini si dice pronto a fare il premier e, per la prima volta, apre al reddito di cittadinanza, ribadendo però che la guida di Palazzo Chigi è un obiettivo, ma non una condizione irrinunciabile.

“Se il reddito di cittadinanza è pagare gente per stare a casa dico di no, se è uno strumento per reintrodurre nel mondo del lavoro chi ne è uscito, allora sì” – afferma il leader della Lega.

Il reddito di cittadinanza, sarà “affrontato” nella risoluzione sul Def alla quale il Movimento sta lavorando e che sarà il primo test di una possibile convergenza tematica tanto che emerge l’ipotesi che la Lega eviterà di votare contro la risoluzione dei pentastellati e viceversa.

Una risoluzione con la quale il M5S vuole accontentare tutti: dalla Lega al Pd, anche sulle presidenze delle commissioni speciali, aprendo ad una presidenza di Francesco Boccia, in continuità con la precedente legislatura.

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