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Cambiamenti climatici, Francia condannata per non aver rispettato gli accordi di Parigi

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Cambiamenti climatici. Una sentenza storica, senza precedenti, che può e deve essere uno stimolo per altri Paesi, inclusa l’Italia, ad agire rapidamente per ridurre le emissioni di CO2 in linea con gli impegni presi a livello internazionale e ad affrontare la crisi climatica con politiche coerenti ed efficaci.

Commenta così Oxfam, la decisione del Tribunale amministrativo di Parigi che ha condannato lo Stato francese quale ‘responsabile’ del mancato rispetto degli impegni assunti nella lotta ai cambiamenti climatici.

“Storico: l’inazione climatica dello Stato viene ritenuta illegale” – scrivono le associazioni in un tweet pubblicato dopo la sentenza.

L’azione legale era stata avviata nel dicembre 2018 da Greenpeace, Notre Affaire a’ Tous e Nicolas Hulot Foundation che accusavano lo Stato francese di non aver fatto abbastanza per ridurre il proprio livello di emissioni di CO2 come previsto dagli accordi globali sul clima.

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Le 4 associazioni avevano avviato una petizione intitolata ‘L’affaire du siecle’ (il caso del secolo)  – che ha raccolto 2,3 milioni di firme – in cui si appellavano al presidente Emmanuel Macron perché facesse di più per il taglio delle emissioni di CO2 ed il rispetto degli impegni presi alla conferenza sul clima di Parigi nel novembre 2015.

Non soddisfatte della risposta che l’amministrazione Macron ha dato, le Ong hanno avviato l’azione legale.

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Il Tribunale Amministrativo di Parigi ha condannato lo Stato francese a pagare un euro simbolico alle associazioni come danno morale, ma ha respinto la richiesta di pagamento di un altro euro simbolico come danno ecologico, per motivi di ordine giuridico sulla natura delle riparazioni.

I giudici inoltre, hanno deciso di prendersi altri due mesi per decidere se costringere o meno lo Stato ad adottare misure ulteriori per garantire il rispetto degli obiettivi mancati.

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