I cambiamenti climatici aumentano il rischio di nuove epidemie di Ebola, anche in territori dove ora il virus non è presente, Europa compresa.

È il preoccupante allarme emerso dallo studio pubblicato dalla rivista Nature Communications, secondo cui con l’aumento delle temperature cresceranno gli episodi di ‘spill over’, con il contagio dell’uomo da parte di animali, e conseguentemente quello che per via aerea le persone infette arrivino in altri continenti.

Il modello matematico elaborato dai ricercatori dello University College di Londra, tiene conto di tutti i fattori che influenzano un’epidemia, dal comportamento degli animali ‘serbatoio’ come i pipistrelli alla presenza di metropoli e aeroporti internazionali.

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Secondo la simulazione, il tasso di ‘spill over’ da qui al 2070 aumenterà fino a 3,2 volte, mentre il territorio dove questi episodi si potranno verificare sarà maggiore del 15%.

I meccanismi influenzati dai cambiamenti climatici – spiegano gli autori – sono diversi.

Nelle annate più piovose, essendoci più frutti ci saranno di conseguenza più pipistrelli della frutta, principali portatori del virus.

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Al contrario invece, nelle annate secche gli agricoltori potrebbero non riuscire a coltivare abbastanza per sopravvivere ed essere costretti a spostarsi nelle foreste dove possono entrare in contatto con gli animali portatori.

La simulazione dei ricercatori, ha inoltre calcolato il possibile tasso di importazione per ‘via aerea’ del virus, con l’Italia che è risultata nella fascia a rischio più alto.

“Cambiando l’ambiente – commenta David Redding, l’autore principale – avremo un impatto diretto anche sulla salute”.

 

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