Territorio

Combattiamo i cambiamenti climatici, salviamo la birra

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Brutte notizie per chi pensava di affogare nell’alcool la disperazione per il nostro futuro sempre più apocalittico. Pare proprio che un recente studio abbia dimostrato che l’innalzamento delle temperature causerà un aumento indiscriminato del costo della birra, facendola diventare un bene di lusso.

Un team di ricercatori da Cina, Regno Unito e USA hanno eseguito una serie di test al computer per simulare l’impatto che l’incremento delle temperature avrà nella produzione dell’orzo, l’ingrediente principale della birra. Hanno riscontrato che, nello scenario peggiore, cioè che il livello attuale di emissioni rimanga tale senza scendere fino alla fine del secolo, il mondo perderà il 17 % di tutto il suo raccolto di orzo con alcune regioni, anche in Europa, che potrebbero perderne quasi metà. Secondo i ricercatori questa diminuzione del raccolto avrà un serio impatto nella disponibilità e nel prezzo della birra in tutto il mondo.

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“I nostri risultati mostrano che nella peggiore delle ipotesi la fornitura di birra potrebbe calare del 16 % a livello mondiale, per capirci è la quantità di birra che consumano i soli americani”, spiega il coautore dello studio Steven Davis. “I cambiamenti climatici e l’aumento del prezzo delle materie prime potrebbero spingere la birra fuori dalla portata di centinaia di milioni di persone nel mondo”.

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Mentre l’orzo è conosciuto principalmente come ingrediente base per la birra, questo cereale è usato principalmente come fonte di cibo per gli animali da fattoria: secondo Davis e i suoi colleghi solo il 17% della produzione è diventato birra nel 2011. Quindi, in caso di una diminuzione globale dei raccolti, in situazione di condizioni climatiche estreme,  le nazioni produttrici di orzo saranno costrette a prendere una decisione su quanto orzo verrà destinato alle fattorie e quanto diventerà una bionda birra.

Questa decisione ci costerà parecchio: secondo le stime degli autori entro il 2099 il prezzo della birra aumenterà del 656% rispetto al prezzo corrente, a seconda della severità del clima. In Irlanda, per esempio, una della nazioni con la più alta percentuale procapite di consumo di birra, i prezzi potrebbero aumentare da un minimo del 43% fino a un massi addirittura del 338%. Facendo due calcoli, una confezione di Guinness da 6 potrebbe costare 20 dollari di più (senza contare l’inflazione). “Il mondo sta affrontando innumerevoli difficoltà per colpa dei cambiamenti climatici, e spendere un po’ di più per un drink sembra quasi frivolo al confronto” – dice Davis – “ma la birra è multiculturale, è una passione che unisce i popoli e il non avere una pinta fredda alla fine di una dura giornata aggiunge la beffa al danno”.

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