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CAMBIAMENTI CLIMATICI, LA SFIDA CHIAVE DEL NOSTRO TEMPO. MANIFESTO FIRMATO DA MATTARELLA E ALTRI 16 CAPI DI STATO

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Cambiamenti climatici. Una dichiarazione congiunta di 16 capi di Stato e di governo europei, firmata per l’Italia dal Capo dello Stato Sergio Mattarella,  per la Conferenza Onu sul cambiamento climatico (COP 24) in programma, dal 3 al 14 dicembre del 2018, nella città polacca di Katowice.

“Il cambiamento climatico è la sfida chiave del nostro tempo. La nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e probabilmente l’ultima che effettivamente possa combattere l’imminente crisi climatica globale”. Ecco il primo punto dell’ accordo firmato dai 16 presidenti a pochi giorni dall’ inizio della Cop 24, la Conferenza organizzata dalle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.  

Siamo stati i primi a firmare ma forse saremo anche gli ultimi e, se si considera l’età media dei firmatari, va ancora peggio. Al mondo di oggi è stata consegnata la responsabilità di rimediare a ciò che è stato fatto dalle generazioni precedenti,  come a dire: “i cambiamenti climatici sono diventati più grandi di noi, quindi adesso pensateci voi”. Dopo avere sfruttato ogni risorsa solo per meri fini economici, adesso viene chiesto alle nuove generazioni di risolvere il problema della “fine del mondo”.  Ad ogni modo non  ci sono altre scelte o prese di posizione differenti se non quella di agire nell’ immediato per invertire la rotta. Se riusciremo in questo allora ci saranno buone possibilità di ricostruire le nostre vite a partire da migliori e più evolute condizioni. Gli stili, i “credo” e la struttura stessa delle società dovranno indirizzarsi al massimo rispetto del pianeta che ci ospita e, come i grandi sognatori, credere in un rapporto di pace e rispetto anche tra Noi.

Sono 15 sono i punti tracciati da questo documento. Alcuni di essi risaltano per la capacità di riassumere in poche parole problemi forse irrisolvibili. In alcuni passaggi di questo documento- dichiarazione firmato dal nostro Presidente, sono presenti dettagli di grande incoerenza. Nel settimo di tali punti viene ammessa l’incapacità dei governi di risolvere questioni legate al clima ammettendo, di fatto, che le misure prese negli ultimi tre anni dalla comunità internazionale sono state inefficaci. Non capisco se siano scuse o semplici ammissioni di incapacità e, ancor peggio, non capisco chi debba essere a pagare per tali inefficienze. A parte noi, si intende.

Una cartolina da record sul ghiacciaio dell’Aletsch: 125mila messaggi contro i cambiamenti climatici

Va ricordato che il 12 dicembre 2015 a Parigi, in occasione della Cop 21, problematiche e possibili risoluzioni al problema sui cambiamenti climatici erano già state prese. Le aspettative erano alte, finalmente il mondo si era accorto che qualcosa non stava andando per il meglio. Adesso, che va molto peggio, non bisogna però preoccuparsi perché al punto otto troviamo note di grande positività.  Non bisogna valutare solo i lati negativi ma anche quelli positivi, come la possibilità di avere benefici collaterali grazie a nuove opportunità economiche e sociali. Ovviamente parliamo dei posti di lavoro che le nuove economie green potranno creare. Di sicuro un’ottima possibilità ma ancora una volta si è persa l’ occasione di separare i problemi del clima da quelli economici. Se nella migliore delle ipotesi, come effetto collaterale, l’occupazione nei settori verdi aumenterà (in realtà sta già accadendo e siamo solo all’inizio), ciò rappresenterà un bene per tutti.  Va ricordato però che è stata proprio la smania di crescita economica a portarci nel baratro climatico. Concordo col fatto che le nuove forme di economia (soprattutto sociali) possano dare ottimi risultati, come sono convinto che riparare le tubature della rete idrica ( una perdita di oltre il 40%) o evitare le dispersioni di energia (70% ) sia ancora più importante. Ad oggi recuperare risorse già esistenti è molto più proficuo che creare nuove risorse benché rinnovabili e pulite.

  1. “Sulla base delle competenze scientifiche e tecniche e dei mezzi finanziari che il mondo oggi possiede, abbiamo l’obbligo collettivo nei confronti delle generazioni future di fare tutto ciò che è umanamente possibile per fermare i cambiamenti climatici e per rispondere ai loro perniciosi effetti”.

Il punto dieci è molto rassicurante , “fare ciò che è umanamente possibile”. Ne deduco che non sia umanamente possibile eliminare le fonti fossili per l’approvvigionamento di energia e che non sia possibile anche smetterla con gli allevamenti intensivi (causa del 15% dell’ inquinamento globale e per oltre il 70% responsabili dell’emissione dei gas che provocano l’effetto serra). Potremmo andare avanti ancora per molto ma, visto che a quanto pare di tempo ne rimane poco, mi fermo qui. Quante cose sembrano possibili ma non lo sono?  Pare che l’unica cosa davvero impossibile sia quella di smetterla con le ipocrisie. Da giovane ereditario di questo mondo chiedo soltanto semplici scuse da parte di coloro che hanno permesso i cambiamenti climatici e una possibilità di rinnovo concreta con una politica che si mostri finalmente decisa contro gli abusi ambientali, aperta a tutti quei progetti che potrebbero davvero migliorare il mondo. Senza ipocrisia, senza compromessi sulla convenienza economica, perché il nostro pianeta non può essere una merce, oggetto di scambio.  Per approfondimenti ecco la pubblicazione originale: https://www.quirinale.it/elementi/19229 .

 

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