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CAMBIAMENTI CLIMATICI E COME INTERVENIRE: L’ESEMPIO DELLA SVIZZERA

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Cambiamenti climaticiIl 6 ottobre a Incheon in Corea del Sud è stato presentato il rapporto dell’ IPCC.  La  notizia è stata data dalla maggior parte delle testate internazionali ma non in Italia. In Svizzera è già nato un portale con  indicazioni, avvertimenti e rischi legati cambiamenti climatici.

91 autori e revisori provenienti da 40 paesi hanno redatto il rapporto IPCC in risposta ad un invito dalla Convenzione Quadro per Cambiamenti Climatici del 2015, quando venne adottato il Trattato di Parigi. “Limitare il riscaldamento globale a 1,5°C richiede cambiamenti rapidi, lungimiranti e senza precedenti in tutti gli aspetti della società”, come indicato nel rapporto.

La maggior parte delle prime pagine di testate internazionali hanno dato la notizia, sottolineandone l’ importanza per il pianeta. E in Italia? Nel nostro paese la cosa pare abbia destato un interesse a dir poco limitato nonostante quel di cui si parla è proprio la fine del mondo.

Per fortuna la grande macchina dell’informazione ha dato i suoi frutti rendendo la notizia sui cambiamenti climatici centrale in ogni zona del globo servita da una rete internet. Associazioni di varia natura, enti, partiti e Governi interi hanno acceso i riflettori sul problema, come nel caso della Svizzera. In molti si chiederanno perché di tanti paesi importanti proprio la Svizzera. La risposta è nei fatti, come spesso gli elvetici ci hanno abituato a constatare.

Siamo al 13 novembre 2018, a poco più di un mese dal rapporto dell’ IPCC. I convegni sui Cambiamenti Climatici si sono moltiplicati ad una velocità impensabile ma le soluzioni ad essi stentano ancora ad apparire. Tante buone parole ma pochi fatti. Ma questo vale per gli altri visto che sul nuovissimo sito dell’ NCCS (Nacional Centre for Climate Service) sono delineate in modo specifico ogni tipo di soluzione, o meglio, adattamento ai cambiamenti climatici.

Non solamente accettazione dei fatti ma una vera e propria presa di coscienza. Molti sono i consigli, gli avvertimenti e le informazioni che si possono trovare all’interno del portale ma,  quello che impressiona, è la capillare organizzazione e gestione delle risorse. Di certo è impensabile creare tutto questo in un mese. Sono anni, infatti, che gli svizzeri ci lavorano, consci da tempo di ciò che sarebbe avvenuto. Ma non sono i soli. Anche  il Club of Rome, proprio in questo mese ha festeggiato i primi cinquant’anni dalla sua fondazione e già allora gli avvertimenti erano stati consegnati e resi pubblici. Peccato che si sbagliassero, e non di poco, perché il mondo apocalittico di cui parlavano era molto più vicino di quanto non immaginassero.

Sintetizziamo adesso i contenuti. Una prima parte del sito è dedicata ai cambiamenti climatici, ovvero impatti, informazioni base, evoluzione, scenari, rischi e opportunità. Poi passiamo alla sezione sui provvedimenti: protezione del clima, adattamento ai cambiamenti climatici, programmi e progetti, guide, programma clima comunicazione e formazione. Nella sezione Settori abbiamo: gestione delle acque, economia forestale, agricoltura, salute, energia, turismo, sviluppo territoriale, gestione dei pericoli territoriali, gestione della biodiversità.

Un’altra parte interessante è quella relativa alla rete interna di informazioni suddivisa per grandi regioni, cantoni, città e comuni. Ognuno di questi micro settori lavora in autonomia collaborando in ultimo alla redazione di un documento unico, macrosistema. In tal modo è possibile monitorare sia nel particolare che nel generale.

Nell’ elenco Sfide principali dell’ adattamento ai cambiamenti climatici vengono forniti 12 punti di rilievo: i primi otto scaturiscono dagli effetti diretti dei cambiamenti climatici mentre i restanti 4 punti consistono nel migliorare le basi di intervento per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Al punto nove, in particolare, non può non cadere l’attenzione del lettore, in quanto troviamo specificati i reali motivi del progetto e soprattutto della sua importanza_

9. Monitoraggio e diagnosi precoce

“Se considerati dal punto di vista della percezione temporale dell’essere umano, i cambiamenti dovuti al clima sono un fenomeno lento. Alcuni di questi cambiamenti diventano evidenti soltanto con l’andare del tempo (p. es. diversa frequenza e intensità di eventi estremi e spostamento di habitat a causa del clima). Vi è il rischio che pericolosi mutamenti siano riconosciuti troppo tardi o non valutati opportunamente e che, di conseguenza, le misure di adattamento possano essere introdotte troppo tardi o predisposte e ponderate in maniera errata, causando danni evitabili e costi inutili “.

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