In California, dopo il guasto che ha interessato un oleodotto, è già disastro ambientale. Sono diversi gli animali uccisi dalla marea nera, mentre uomini e mezzi sono in azione per limitare i danni.

Quasi 572mila litri di petrolio riversati in mare. È questa, secondo una prima stima, l’entità del disastro ambientale causato dal guasto all’oleodotto al largo della contea di Orange, in California. Una marea nera da quasi 34 chilometri quadrati, che cresce col passare delle ore, ha coperto il mare e le spiagge.

 

Tra le spiagge di Newport Beach e Huntington Beach hanno iniziato a comparire anche animali marini, soprattutto pesci e uccelli, completamente coperti di petrolio e catrame. Per molti di loro non c’è stato nulla da fare. E mentre è stata cancellata la terza giornata del Pacific Airshow, le spiagge sono state chiuse per tentare disperatamente di arginare la marea nera.

 

La Guardia Costiera degli Stati Uniti ha spiegato che gli equipaggi hanno “recuperato” circa 3.150 galloni di petrolio. Quattordici barche sono state coinvolte nelle operazioni di pulizia ed è stata creata una barriera galleggiante che aiuta a contenere il petrolio.

 

La fuga di petrolio, nonostante i primi interventi, non è ancora stata completamente tamponata. Da una prima ricostruzione, il guasto avrebbe interessato la piattaforma Elly di Beta Offshore, installata in acque federali nel marzo del 1980. Kim Carr, sindaco di Huntington Beach, ha chiesto a tutti di tenersi lontani dalle rive per non ostacolare l’intervento di pulizia delle spiagge e per tenersi al sicuro dalla “tossicità creata dalla fuga di petrolio“.

 

Intanto, le organizzazioni ambientaliste rivendicano la necessità, per la California, di abbandonare i combustibili fossili e di orientarsi verso le energie rinnovabili. Laura Deehan, numero uno di Environment California, ha ammonito: “La fuoriuscita ci ricorda che il petrolio è sporco, pericoloso e può rendere l’aria e il mare tossici per la vita“.

 

Solo con il passare delle ore sarà possibile stimare con maggior precisione il danno ambientale. Il peggior disastro della storia della California risale al 1969, quando a Santa Barbara almeno 80mila barili di petrolio furono dispersi in mare in una decina di giorni, uccidendo circa 3.500 uccelli marini, ma anche migliaia di pesci e alcuni delfini.

 

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