Animali

Educare alla caccia? Ecco cosa si dovrebbe studiare a scuola. La proposta di Donazzan

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Insegnare la caccia a scuola, definita come “arte venatoria”. Scoppia la polemica dopo le dichiarazioni dell’assessora regionale del Veneto Elena Donazzan e della consigliera regionale della Lombardia Barbara Mazzali. “Ora è più importante la caccia dell’educazione ambientale e finanziaria’”, il commento della consigliera Cristina Guarda.

Riteniamo pericolose le dichiarazioni dell’assessora regionale del Veneto, Elena Donazzan, e della consigliera regionale della Lombardia, Barbara Mazzali, che propongono l’insegnamento della caccia a scuola, da entrambe definita ‘arte venatoria‘, manifestando appoggio e vicinanza al mondo della caccia. Le loro proposte, ammantate da parole come ‘caccia sostenibile‘, sono espedienti ignobili per apparire ambientaliste, ora che ‘va di moda’, e distogliere l’attenzione da quello che sono realmente: la promozione della morte“. Cosi’ Fiorella Zabatta, Luana Zanella e Elena Grandi dell’esecutivo nazionale dei Verdi. “L’idea di istituire un concorso pubblico per le scuole elementari sull’argomento, con un premio di 4.000 euro, gentilmente offerto da un’associazione di cacciatori – proseguono – è semplicemente vergognosa, così come lo sono le espressioni di rammarico per l’arrivo della primavera e il termine della stagione venatoria. Pubblicare foto di se’ con un fucile in mano, pensando di poter portare questo triste insegnamento nelle scuole, educando i ragazzi a uccidere gli animali e diffondendo la cultura della morte è quanto di più lontano ci sia dalla protezione del pianeta che ci ospita e dell’ambiente in cui viviamo. Speriamo che le due politiche si rendano conto che le e i giovani di tutto il mondo che scendono in piazza chiedono sforzi per salvare il Pianeta, non certo per contribuire a diffondere culture violente nei confronti della natura e degli animali“, concludono Zabatta, Zanella e Grandi.

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L’arte venatoria – spiega Mazzali al sito Bighunter.itinsegnata a scuola porterebbe ad un’interdisciplinarità delle materie, ad un collegamento tra scienze, botanica, agricoltura, chimica, geografia, cucina e perché no anche storia. Abbiamo molto da raccontare“. Mazzali si scaglia contro la Lac, la lega per l’abolizione della caccia, che ha protestato al ministero dell’Istruzione contro la proposta Donazzan.

“I vostri sono e rimarranno pregiudizi e ottuse presunzioni. – commenta Mazzali – Cara LAC, voi siete senza fondamenta, senza tradizioni non potete capire ciò che ruota intorno al mondo venatorio, non potete di certo capire cosa possa significare la sveglia all’alba, l’abilità di intuire che ore sono in base alla posizione del sole e senza il bisogno costante di un telefono in mano, il profumo del bosco, il rumore degli animali, la capacità di ascolto e di ammirazione dei doni della natura, dei campi di colture di saperli riconoscere e tutelare, l’importanza della biodiversità e il rispetto dei cacciatori per questa”.

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La consigliera ci tiene a precisare  con un post rivolto ad alcuni giornali: “Non ho mai proposto e né mai ho pensato di farlo, di insegnare ai ragazzi, e tanto meno ai bambini, a ‘sparare agli animali’. Sono semplicemente intervenuta a difesa di un assessore del mio partito, Elena Donazzan, che per aver parlato di questo argomento è stata frontalmente attaccata dalla LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia)“.

Su Twitter il commento della Consigliera Regione Veneto, Cristina Guarda: “Tra tutte le necessità di legalità, orientamento scolastico, gestione delle emergenze ambientali, educazione finanziaria, proprio della caccia c’è bisogno nelle scuole?”.

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La consigliera ha aggiunto rilasciando un commento a TeleAmbiente: “Queste sono state proposte che ho avanzato alla regione del Veneto durante il bilancio in  questi anni, cioè fare un percorso di formazione dall’educazione ambientale, quindi anche alla gestione delle emergenze climatiche, fino all’educazione finanziaria nelle scuole superiori. Ma mi sono sempre state opposte dalla regione e dalla maggioranza. Mi fa quindi anche un po’ sorridere il fatto che diventi più importante la caccia di qualsivoglia educazione finanziaria, specialmente nel Veneto dove c’è per esempio il disastro delle banche o altre questioni che stanno facendo emergere l’esigenza di un’educazione a 360 gradi“.

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