La zona d’interdizione alla caccia alla balena sarà tanto estesa da renderla antieconomica 

L’Islanda dice basta alla caccia alla Balena. E lo fa con un annuncio ufficiale da parte della Ministra della Pesca, Svandis Svavarsdottir.

Si tratta di un grandissimo passo in avanti nella lotta alla pesca della Balena che resta praticata in soli altri due Paesi (Norvegia e Giappone). Con l’addio alla caccia alla balena in Islanda, dunque, resteranno solo questi ultimi due stati a renderla praticabile.

In realtà in Islanda la caccia alla balena era ferma di fatto già dal 2020 quando chiusero i battenti le due principali aziende islandesi impegnate nel settore.

Dal 2019 ad oggi in Islanda è stato cacciato un solo esemplare di Balena. Ad ogni modo, a partire dal prossimo anno quest’attività sarà resa fuori legge.

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Caccia alla balena, il ritorno islandese alla  moratoria internazionale

La caccia alla balena è in vigore in Islanda dal 2006 quando Reykjavik decise di interrompere la moratoria internazionale firmata nel 1986.

Quell’anno, infatti, la caccia ai cetacei era stata resa fuori legge a livello mondiale dalla Commissione baleniera internazionale (IWC), tenendo conto delle incertezze delle informazioni scientifiche disponibili sugli stock di balene a livello mondiale.

Ma l’Islanda – come la Norvegia e il Giappone – decise una strada diversa che la portò a rigettare la moratoria internazionale per motivi economici.

Dal 2024, dunque, l’Islanda tornerà a far applicare la moratoria e sarà introdotta una zona d’interdizione alla pesca dei cetacei che sarà tanto estesa da rendere poco profittevole per le aziende continuare ad operare in questo ambito.

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