caccia lombardia

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una legge (“per la valorizzazione dello spiedo bresciano”) che permette ai cacciatori di concedere gratuitamente a sagre e ristoranti selvaggina di piccola taglia

L’obiettivo dichiarato dai promotori della nuova legge approvata dal consiglio regionale della Lombardia è la “Valorizzazione della cultura e della tradizione lombarda dello spiedo bresciano e di altri preparati a base di selvaggina”.

Ma una delle conseguenze più vistose è la possibilità – tutta nuova – data ai cacciatori di poter cedere (seppure gratuitamente) a sagre e ristoranti la selvaggina di piccola taglia uccisa durante le battute di caccia e che fino a ieri era impossibile vendere o cedere gratuitamente.

La cessione gratuita a ristoratori e organizzatori di sagre di uccellini e altri animaletti (anche di pochi grammi di peso) sarà monitorata da un apposito sistema di tracking.

Come spiega Lombardiaquotidiano, la legge prevede controlli per garantire la tracciabilità della selvaggin ai fini di garantire la sicurezza alimentare ai consumatori oltre a sanzioni amministrative – dai 500 ai 1500 euro – per chi trasgredisce le regole.

Le associazioni animaliste: “Ennesimo vergognoso regalo ai bracconieri”

Non l’hanno presa bene le associazioni animaliste che in una nota congiunta firmata da ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF Italia scrivono: “È evidente come questa norma sia solo un trucco per eludere un divieto necessario a prevenire fenomeni di illegalità come il traffico illecito di uccelli morti e di richiami vivi, il furto di nidiacei o l’uccisione di specie protette. Tutti crimini di cui la Regione Lombardia detiene un triste primato, proprio a causa della domanda di uccelli selvatici alimentata dalla “tradizione” di cibarsi di questi animali. E’ anche facile intuire come questa norma rischi di creare i presupposti per la diffusione di un mercato sommerso di vendita di fauna selvatica occultata da donazione gratuita a danno degli imprenditori onesti e delle finanze pubbliche, aggravando, peraltro, l’onere a carico delle autorità pubbliche deputate al controllo”. 

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