Inquinamento

Bussi, Ministero dell’Ambiente revoca la gara per la bonifica della discarica

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Il ministero dell’Ambiente ha inviato nei giorni scorsi una comunicazione all’Ati Dec Deme per ufficializzare l’avvio del procedimento amministrativo di revoca dell’assegnazione del bando di bonifica per la discarica 2A/2B dei mega veleni della Montedison di Bussi sul Tirino (Pescara).

Alla società i dirigenti ministeriali hanno concesso 15 giorni di tempo per opporsi e contro dedurre le motivazioni alla base del procedimento di revoca avviato.

Il ministero dovrà valutare eventuali osservazioni della ditta ed emanare il provvedimento finale del procedimento.

Annuncio che arriva a poco più di un mese dalla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha confermato che Edison dovrà provvedere alla bonifica delle aree inquinate 2A e 2B e zone limitrofe, a ridosso del centro abitato del comune abruzzese.

La Gara d’appalto (da 38 milioni di euro) era stata aggiudicata nel febbraio del 2018 per la bonifica delle due aree, sulla base di un parere di un Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Le ragioni della revoca, sono spiegate in una lettera, firmata dal direttore del ministero dell’Ambiente, Giuseppe Lo Presti, inviata al Comune di Bussi in cui si afferma che era emerso “uno scarso grado di approfondimento dei contenuti progettuali iniziali posti a base di gara che, a parere del Consiglio Superiore, rendeva impossibile la redazione di un progetto definitivo corretto, approfondito e rispondente ai requisiti minimi della normativa tecnica vigente”.

Il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, ricordando di aver contestato quel parere ha anticipato che avrebbe presentato querela contro il ministero per omessa bonifica.

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Già a gennaio, ancora prima della sentenza del Consiglio di Stato, Lagatta aveva cercato in tutti i modi di sbloccare gli interventi di bonifica.

“Sono riusciti a trasformare una vittoria del nostro territorio in una sconfitta, cancellando repentinamente una procedura lunga anni per la bonifica integrale della discarica” – accusano i rappresentanti del Prc, il segretario nazionale Maurizio Acerbo e il segretario provinciale di Pescara Corrado Di Sante tutti sanno che interesse della Edison è quello di non fare la bonifica con rimozione integrale dei rifiuti (prevista nel progetto del commissario straordinario Adriano Goio, chiamato in Abruzzo a marzo del 2006 e scomparso nel 2016, ndr), ma una tombatura che costa molto meno ma lascia le sostanze tossiche sul nostro territorio”.

Ad accusare il Ministero dell’Ambiente di mancata trasparenza è il Forum H2O che solleva diversi dubbi “sulla reale sussistenza delle tre criticità sollevate sul progetto dal Consiglio Superiore”:

  • l’assenza di impermeabilizzazione delle aree di stoccaggio provvisorio dei rifiuti;
  • la mancanza di indicazioni sull’elenco delle discariche dove inviare i rifiuti
  • l’analisi di rischio

“Per le prime due si possono chiedere integrazioni, ammesso e non concesso che siano reali – commenta Augusto De Sanctis Del Forum H2O, raccontando di non aver avuto accesso alla documentazione “che il ministero da mesi ci sta negando nonostante un ricorso vinto all’anti-corruzione”.

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In particolare, il Forum sottolinea che “il documento del Consiglio Superiore che è un parere interlocutorio” e pertanto “non può essere usato strumentalmente, visto che lo stesso ministero dell’Ambiente spesso aspetta anni dalle aziende responsabili delle contaminazioni per consentire integrazioni e modifiche progettuali”.

 “Il ministero dell’Ambiente per le opere in procedura di Valutazione di Impatto Ambientale introduce spesso decine di prescrizioni – aggiunge De Sanctis – che vano a modificare il progetto migliorandolo. E ci pare che lo stesso Consiglio Superiore, nella conclusione del suo parere, apra proprio a modifiche del progetto”.

Il rischio è quello di ritardare di 6-7 anni le bonifiche.

A rassicurare sulla questione è il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Roberto Morassut per il quale “l’Abruzzo non perderà i 50 milioni destinati al SIN di Bussi sul Tirino. Edison – dice – è stata riconosciuta responsabile della contaminazione di un’area specifica, di circa 5 ettari che è parte di un SIN ben più vasto, di oltre 230 ettari”.

“ Edison – aggiunge Morassut – dovrà ottemperare (dando seguito alla sentenza definitiva del Consiglio di Stato) alla bonifica e sta già implementando le misure di prevenzione sul sito per iniziare le successive attività di caratterizzazione”.

Le risorse pubbliche già destinate alla bonifica per 50 milioni e attribuite alla ‘contabilità speciale’ e che dovevano servire a finanziare l’intervento a spese dello Stato, torneranno a breve – assicura il sottosegretario – nella disponibilità del ministero dell’Ambiente e potranno essere utilizzate, d’intesa con la Regione Abruzzo, per altri interventi di bonifica all’interno dello stesso SIN”.

Quanto alla gara in corso, per Morassut “l’avvio del procedimento per l’annullamento della gara oggetto dell’intervento è stato “un atto dovuto per la trasparenza e a salvaguardia di importanti risorse pubbliche, in presenza di un progetto, quello posto a base di gara, giudicato inadeguato da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il maggiore organo tecnico consultivo dello Stato”.

Il ministero avrebbe dunque agito “in piena coerenza e correttezza a tutela del territorio e dei cittadini abruzzesi”.

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