Il business delle tigri, telecamere nascoste mostrano i retroscena del traffico illegale in Italia

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Il video, ricevuto in forma anonima dalla Lav – Lega Antivivisezione – mostra le immagini e i discorsi di chi si arricchisce con il traffico degli animali in via d’estinzione

L’Italia è uno dei Paesi cardine del cosiddetto Tiger Business, cioè del traffico più o meno legale di tigri, animali da tempo in via d’estinzione e che per questo andrebbero tutelati.

Alcune immagini girate con una telecamera nascosta hanno portato alla luce i retroscena del business delle tigri nelle campagne dell’agro pontino e più in generale del ruolo dell’Italia nel traffico di tigri.

Il video è arrivato in forma anonima negli uffici della LAV, Lega Antivivisezione, che ha deciso di concederlo in esclusiva al quotidiano La Repubblica.

Il Tiger Business in Italia

Il nostro Paese, dunque, rappresenta uno dei crocevia per il commercio di tigri in Europa a causa delle leggi non troppo restrittive sulla compravendita e del noleggio di questi felini.

Per capire l’importanza di questo business bastano due dati. Il primo riguarda il numero totale di tigri presenti nel mondo in cattività. Sono 8100 mentre in natura se ne trovano solo 3900. Il secondo dato riguarda il denaro.

È il domatore che si vede nel video della Lav a spiegare quanto vale un felino. Per noleggiare una coppia di felini per un mese a una persona che vuole che si accoppino così da avere i loro cuccioli bisogna pagare 3mila euro. 

Ufficialmente non si potrebbe fare. Le tigri possono essere noleggiate solo da chi possiede una speciale licenza per effettuare “mostre itineranti”. Ma le maglie larghe del sistema italiano – spiega il domatore di Latina – permettono di fare tutto.

“Questo scandalo — afferma Gianluca Felicetti, presidente della Lav — avviene grazie a una lettura morbida della legge che permette a circhi e mostre viaggianti di far riprodurre animali considerati pericolosi. E il meccanismo rischia di andare avanti se il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, non farà cadere il veto posto dai suoi uffici alla proposta di vietare l’importazione, la detenzione e la riproduzione di animali selvatici ed esotici”.

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