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La Brexit fa crollare l’export Made in Italy – Agrifood Magazine

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In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress: 1) Elevato standard di sostenibilità per il 48% delle aziende agricole; 2) Nasce Ismea Investe, lo strumento per sostenere lo sviluppo della filiera agroalimentare; 3) Giovani e sostenibilità per il rilancio dell’agroalimentare; 4) La Brexit fa crollare l’export Made in Italy

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con ItalPress:

1) Elevato standard di sostenibilità per il 48% delle aziende agricole: L’Italia dell’agroalimentare riparte dal Cibus di Parma. Per il rilancio del settore si punta su Dop e Igp, ben 876 oggi in Italia. Se ne è parlato durante il Convegno “Il Made in Italy Agroalimentare e le indicazioni geografiche”. Tra gli invitati sul palco anche CLAI, Cooperativa Lavoratori Agricoli che dal ’62 produce carni fresche e salumi 100% italiani.

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2) Nasce Ismea Investe, lo strumento per sostenere lo sviluppo della filiera agroalimentare: Il 48% delle imprese agricole ha un elevato standard di sostenibilità che emerge chiaramente dalle iniziative messe in atto con investimenti mirati. Ma non solo, la reazione al Covid-19 ha generato da un lato maggiore consapevolezza verso questo tema, che ha posto al centro dell’attenzione il valore della salute. Sul palcoscenico di Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione, Confagricoltura e Reale Mutua hanno presentato la seconda edizione di ‘Agricoltura 100’: il progetto che analizza il livello di sostenibilità ambientale e sociale delle aziende agricole italiane e i loro effetti sulla qualità e sicurezza. Per Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, il percorso verso una maggiore sostenibilità è particolarmente apprezzato dalle generazioni più giovani che dimostrano più sensibili su questo tema.  La sfida è riuscire a farlo in modo condiviso e convinto, con adeguate misure per le imprese.

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3) Giovani e sostenibilità per il rilancio dell’agroalimentare: Presentato al Macfrut di Rimini, Ismea Investe,  il nuovo strumento finanziario messo a punto dall’Ismea per sostenere economicamente i progetti di sviluppo della filiera agroalimentare italiana. Lo strumento prevede interventi di equity, quasi equity, prestiti obbligazionari e strumenti finanziari partecipativi fino a 20 milioni di euro per le società di capitali che presentano piani di investimento nel settore della produzione agricola e dell’agroindustria, comprese le attività commerciali e logistiche. Presente alla conferenza stampa anche il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli.

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4) La Brexit fa crollare l’export Made in Italy: La Brexit fa crollare il Made in Italy alimentare Oltremanica. Crollano del 28% le importazioni di pasta italiana. Quote decrescenti anche per altri prodotti: salsa di pomodoro Made in Italy -16%, olio extravergine di oliva -13% e formaggi -9%. A resistere meglio alla ritirata dei consumi sono i vini che segnano solo un -7%. A pesare sul crollo delle esportazioni – spiega l’analisi della Coldiretti sugli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea – sono le difficoltà burocratiche e amministrative sorte con l’uscita dall’Ue. Le criticità maggiori, osserva la Coldiretti, «riguardano le procedure doganali e l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli». Difficoltà che stanno mettendo a rischio i 3,4 miliardi di euro delle nostre esportazioni agroalimentari Oltremanica. Dopo vino e prosecco, tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono i derivati del pomodoro, seguiti da pasta, formaggi, salumi, olio d’oliva, Grana Padano e Parmigiano Reggiano.

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