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Brasile, la protezione della Foresta amazzonica passa attraverso i giovani

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Dagli indigeni ai contadini, passando per i movimenti studenteschi, sono migliaia i giovani in Brasile che chiedono azioni concrete per proteggere la Foresta amazzonica.

La deforestazione nella Foresta amazzonica sta crescendo a livelli preoccupanti: nel mese di gennaio 2020, il doppio della foresta è stata abbattuta rispetto al gennaio dello scorso anno. Questo è avvenuto a causa di una terribile stagione della siccità che ha portato agli incendi. Tutto il mondo si è indignato vedendo gli alberi distrutti dagli incendi ad un ritmo che non si vedeva da anni.

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Sei mesi dopo, Nomia Iqbal è andata nell’Amazzonia brasiliana per un nuovo programma della BBC, My World, per chiedere ai giovani come vedono il futuro di questa regione. Maristela Clediane Uapa Arara è una quattordicenne della tribù Arara-Karo, una delle tribù che vive in Amazzonia da migliaia di anni. Ma i loro territori in particolare sono stati presi di mira da taglialegna e minatori: “Siamo preoccupati perché la foresta è molto importante per noi. La foresta è la nostra madre, si prende cura di noi, quindi dobbiamo prenderci cura di lei perché è da dove viene tutto”. Il Presidente Jair Bolsonaro vuole aprire i territori indigeni allo sviluppo industriale. Questa politica preoccupa Maristela: “Questo nuovo governo odia gli indigeni ma io sono veramente orgogliosa di essere un’indigena e, come donna, è nostro compito proteggere la nostra terra”.

Juliana Tuiti Arara, cugina di Maristela, sostiene che a preoccuparla non sia solamente il presidente ma anche gli attacchi alle foreste da parte degli altri indigeni. “E’ molto triste per noi, ci sono indigeni che collaborano per distruggere la foresta. Lo scorso anno abbiamo visto i nostri parenti distruggere la foresta, sono venuti con i bulldozer”. Entrambe le ragazze sostengono che questo però sia servito a rafforzare la loro determinazione nel proteggere le terre per cui gli antenati hanno combattuto. “Agire per me è una parola molto forte. Dobbiamo agire, non possiamo fermarci e attendere con le mani incrociate”. Fin dove si spingeranno? Senza esitare, Maristela e Juliana sostengono di essere disposte a proteggere la loro terra “fino alla morte“.

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Non si tratta solamente degli indigeni. In una regione completamente diversa, Carina e Rodrigo Faria, fanno parte della prossima generazione di allevatori. Passano il giorno a portare a pascolare gli animali insieme a loro padre Gerson, di cui vogliono seguire le orme: “Tutti, assolutamente tutti hanno bisogno della terra. Molti contadini hanno bisogno della terra per produrre per loro e per la comunità. Penso che ognuno abbia diritto alla terra e questa debba essere divisa equamente”. I Faria possiedono una fattoria di 100 ettari, dove producono i loro ortaggi e allevano il bestiame. Ma sono molto preoccupati dagli effetti della deforestazione: “Penso che sia già stato distrutto abbastanza; quello che è rimasto dovrebbe essere lasciato in pace”. Molti che difendono la foresta ormai sono anziani ma anche i giovani ormai sono coscienti del fatto che i cambiamenti climatici stiano avvenendo. “I giovani ormai sono connessi dalla tecnologia e possono lavorare insieme. E’ anche compito dei governi trovare una soluzione”.

Rodrigo è un grande amico di Gustavo, che ha perso la sua fattoria di famiglia in un incendio. Gli incendi sono comuni durante la stagione della siccità ma questa volta è diverso: “Siamo veramente tristi perché qualcuno illegalmente ha bruciato la terra per pulirla. Abbiamo perso il 70% della nostra terra, anche gli animali…abbiamo perso tutto”. Nonostante Gustavo provenga da una famiglia di allevatori, sostiene che siano gli stessi allevatori a mettere a rischio il futuro della foresta: “La foresta non sopravvivrà. Molti allevatori non sono aperti mentalmente al problema ambientale. Gli interessa solo pulire la terra e ottenere più profitti”. A Manaus, la capitale dello stato brasiliano dell’Amazonas, Bruno Rodrigues e i suoi compagni di classe hanno creato il gruppo Conscious Next. Il loro compito è fermare per strada gli sconosciuti e informarli del pericolo dei cambiamenti climatici: “Diciamo loro perché è cosi importante. Alcuni non intendono proprio ascoltare quello che dicono i giovani”. Il loro gruppo fa parte di Fridays for Future, il movimento di protesta globale creato da Greta Thunberg.

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Anche Ana Beatriz, che fa parte di Conscious Next, è stata colpita dagli incendi in Amazzonia. Sua sorella ha problemi respiratori ed è stata portata in ospedale a causa del fumo degli incendi. “E’ molto triste perché ci sono alberi e animali in fiamme”. Nonostante la devastazione, Bruno è ottimista “C’è ancora speranza. I politici devono intraprendere azioni concrete e migliaia di giovani sono in strada a manifestare: ormai è impossibile ignorarci”.

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