Secondo l’ong Global forest watch (Gfw), la superficie persa dell’Amazzonia tra il 2002 e il 2019 equivale al 7,1% di tutta la foresta primaria esistente in Brasile nel 2001. E’ record mondiale.

Il Brasile è stato inserito nel Guinness come Paese che ha battuto il record mondiale di devastazione delle foreste tropicali tra il 2002 e il 2019: lo rende noto il quotidiano O Globo. Il famoso libro dei primati registrerà nella sua edizione del 2022 che nel gigante sudamericano 24,5 milioni di ettari di foreste tropicali sono stati distrutti, sia in maniera naturale che illegale, nel periodo di 17 anni preso in considerazione.

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I dati provengono dalla ong Global forest watch (Gfw) sulla base di studi condotti dall’Università del Maryland, degli Stati Uniti. La superficie persa dell’Amazzonia tra il 2002 e il 2019 equivale al 7,1% di tutta la foresta primaria esistente in Brasile nel 2001. Proprio in polemica con la politica ambientale dell’allora presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2010), nel 2008 si dimise dal governo la ministra dell’Ambiente dell’epoca, nonché attivista ambientale, Marina Silva. Secondo ong come Greenpeace, Wwf e Imazon, dall’arrivo di Jair Bolsonaro al governo, nel gennaio 2019, la devastazione dell’Amazzonia è ulteriormente peggiorata.

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Il vicepresidente del Brasile Hamilton Mourao, intervenendo all’Expo Dubai 2020, l’esposizione universale che si è aperta venerdì negli Emirati Arabi Uniti, ne ha approfittato per lanciare un appello: per la salvaguardia dell’ambiente, si calcola che il Brasile abbia bisogno di circa 10 miliardi di euro all’anno (pari a 53,6 miliardi di real). “Ciò che deve essere chiaro è che, se dobbiamo preservare quasi il 50% del nostro territorio, dobbiamo ricevere supporto per questo. È una questione morale“, ha detto il vicepresidente brasiliano.

Secondo il governo di Brasilia, l’ingresso di investimenti internazionali è “essenziale” affinché la conservazione avvenga in concomitanza con lo sviluppo della regione amazzonica, e questo sarà il problema principale che il Brasile porrà sul tavolo della prossima Cop26.

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