Brasile, il governo approva l’uso di 57 nuovi pesticidi

Brasile. Il Governo brasiliano approva l’uso di 57 nuovi pesticidi in agricoltura.

La lista dei nuovi prodotti che potranno essere utilizzati nelle coltivazioni brasiliane è disponibile sul sito del Ministero dell’Agricoltura che, dall’inizio dell’anno, ha autorizzato 382 nuovi pesticidi.

Un record assoluto dal 2005 ad oggi.

Con la pubblicazione, il Governo ha infatti superato il record del 2018 quando in tutto l’anno furono autorizzati 314 pesticidi.

Tra i prodotti della lista:

  • dieci sono prodotti biologici, utilizzati solo nelle coltivazioni di questo tipo,
  • sei sono nuovi prodotti immessi sul mercato di recente,
  • 41 sono generici che prima non erano autorizzati in Brasile

L’obiettivo di approvare un prodotto generico, ha spiegato il Governo, è aumentare la concorrenza sul mercato e abbassare il prezzo dei pesticidi, riducendo i costi di produzione.

Dei 382 nuovi prodotti registrati nel 2019:

  • 359 sono prodotti generici
  • 23 sono basati su nuovi principi attivi di origine chimica o biologica

E ancora:

  • 214 sono prodotti tecnici, ovvero destinati esclusivamente all’uso industriale
  • altri 168 sono prodotti utilizzabili anche nelle culture non industriali da parte di coltivatori rurali, per i quali è tuttavia necessaria la prescrizione di un agronomo

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Il numero elevato delle autorizzazioni e le tipologie di prodotti scelti, ha scatenato diverse critiche al Governo.

Tra i prodotti approvati infatti, ci sono sostanze chimiche che sono già state vietate nell’Unione europea e negli Stati Uniti perché considerati altamente tossici, tra i quali:

  • il glifosfato,
  • il sulfoxaflor (vietato negli Usa perché ritenuto responsabile dello sterminio delle api),
  • l’Imazethapyr (vietato nell’Ue)
  • il Sulfentrazone (vietato nell’Ue)

Usare costantemente prodotti chimici crea gravi problemi di contaminazione dell’ambiente e alla salute dei consumatori, senza contare le perdite economiche visto che l’uso esagerato di pesticidi porta a restrizioni sull’export di prodotti brasiliani a causa della contaminazione da prodotti vietati in altri paesi.

Il Ministro dell’Agricoltura brasiliano, Tereza Crisitina Dias, ha difeso le scelte del governo sostenendo che le critiche che vengono fatte alle autorizzazioni dei nuovi pesticidi si stanno trasformando in una “guerra politica” a livello nazionale e hanno il potenziale di provocare una guerra commerciale internazionale.

Durante un incontro con la stampa, Dias aveva affermato che le autorizzazioni concesse per l’uso di nuovi pesticidi rappresentano un “rischio calcolato” così come avviene in altri paesi.

“Nessuno sta mettendo veleno sul piatto del consumatore brasiliano” – ha detto il ministro.

Secondo la Dias, solo una minima parte dei prodotti recentemente autorizzati sono nuovi.

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Per cercare di attenuare le polemiche, il 23 luglio scorso, il ministero aveva fomentato l’approvazione, da parte dell’Agenzia di vigilanza sanitaria brasiliana (Anvisa) di un nuovo quadro normativo per i pesticidi usati i agricoltura.

La nuova normativa, oltre ad aggiornare e chiarire i criteri adottati per la valutazione tossicologica e la classificazione di questi tipi di prodotti, prevede cambiamenti nell’etichettatura e nella catalogazione dei pesticidi per facilitare l’identificazione dei rischi per la salute umana.

Regole diverse per le informazioni sui prodotti, sia in termini di contenuti che di immagini di allerta per la popolazione.

Da quanto il nuovo quadro normativo sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, entro i prossimi giorni, le aziende hanno un anno di tempo per adattarsi alle nuove regole.

Per i prodotti che sono già in circolazione invece, la riclassificazione sarà effettuata da Anvisa.

Secondo l’agenzia, sono già stati inviati dati per la riclassificazione di circa 1.950 pesticidi registrati in Brasile, quasi l’85 per cento dei 2.300 in circolazione.

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I criteri per la rivalutazione, discussi dai rappresentanti di Anvisa, del ministero dell’ Agricoltura e dell’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse rinnovabili (Ibama) tengono conto del rischio di provocare cancro o mutazioni genetiche, facendo riferimento alle valutazioni di enti internazionali come l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (Usepa).

La classificazione di tossicità del prodotto prevista nel quadro normativo può essere determinata dai componenti presenti nei prodotti, dalle impurità o dal confronto con prodotti simili.

Per ogni categoria, saranno indicati eventuali rischi per la salute umana dal contatto con la bocca (orale), la pelle (cutanea) e il naso (inalazione).

I prodotti “estremamente tossici” e “altamente tossici”, rispettivamente categoria 1 e 2, avranno una banda rossa.

I prodotti “moderatamente tossici” (categoria 3) avranno una fascia gialla.

I prodotti “poco tossici“, categorie 4 e 5, avranno una fascia blu.

Secondo l’autorità sanitaria, nei processi di registrazione e monitoraggio dei pesticidi spetta all’Anvisa valutare le questioni relative alla salute umana.

 

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