Lo scorso 17 marzo è scaduta l’Ordinanza di protezione territoriale che tutela il territorio dei nativi e nel Paese scattano le mobilitazioni per preservare le popolazioni indigene

Il Territorio Piripkura è una parte del Brasile da anni sottoposta a protezione territoriale perché è un pezzo di terra incontaminato dove vive il popolo Piripkura, una popolazione indigena tra le più antiche del Paese.

Dal 17 marzo scorso, però, l’Ordinanza di protezione territoriale è scaduta e ciò apre la strada alla fine della tutela e al timore della scomparsa della popolazione autoctona e di quei luoghi incontaminati.

Già da qualche anno, in realtà, la zona è stata interessata dall’intrusione di aziende agricole abusive (una di questa avrebbe messo all’asta un pezzo di territorio indigeno per saldare i suoi debiti). Ma con l’arrivo al governo di Brasilia di Jair Bolsonaro la situazione è andata peggiorando.

Per questo motivo Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, e la collega tedesca Anna Katrin Cavazzini hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea perché si attivi con urgenza presso il governo brasiliano per il “ripristino immediato delle Ordinanze di protezione della terra“.

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L’interrogazione di Europa Verde sugli indigeni in Brasile

“I popoli indigeni – spiegano le due eurodeputate – sono i migliori custodi del mondo naturale, e i loro territori costituiscono la barriera più efficace contro il devastante fenomeno della deforestazione. Ciò nonostante, sebbene la Costituzione brasiliana obblighi il governo a demarcare tutti i territori indigeni anche per evitare che gli estranei vi entrino illegalmente, il governo attuale sta incoraggiando la loro invasione illegale, gli attacchi violenti alle comunità e l’uccisione degli indigeni. Oltre a ciò, sta anche programmando di aprire le terre delle tribù incontattate a uno sfruttamento che per loro sarebbe letale, cancellando o non rinnovando le Ordinanze di protezione territoriale che tutelano specificamente i loro territori. Una situazione gravissima, che si aggiunge alle tante azioni criminali perpetrate da Bolsonaro ai danni dei nativi”. 

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Manifestazioni indigene a Brasilia: “Rivendichiamo i nostri diritti”

Intanto la situazione sempre più precaria delle popolazioni indigene in Brasile ha spinto migliaia di attivisti a scendere in strada.

Dal 4 al 14 aprile a Brasilia si svolge l’Accampamento Terra Livre, la più grande mobilitazione indigena del paese. “Continuiamo a lottare per la vita e le terre dei popoli indigeni – spiegano gli attivisti -. Occupando Brasilia rivendichiamo i nostri diritti, riconosciuti dalla Costituzione del 1988″.

Questo pomeriggio alcuni rappresentanti delle Nazioni Unite e del Parlamento europeo incontreranno gli indigeni di Terra Livre per discutere della loro condizione e delle loro rivendicazioni.

Al fianco dei popoli indigeni è sceso anche Sydney Possuelo, esploratore di fama mondiale che ha deciso di restituire la medaglia al Merito Indigenista ricevuta nel 1987 perché la stessa onorificenza è stata conferita a Bolsonaro e ai suoi ministri.

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