BRASILE, BOLSONARO FIRMA DECRETO: IN PERICOLO FORESTA AMAZZONICA E DIRITTI INDIGENI

Brasile. Nel suo primo giorno di mandato, il presidente di Destra Jair Bolsonaro ha concretizzato le paure degli ambientalisti e delle comunità indigene. Essi sono purtroppo consapevoli che userà il suo mandato per incrementare la penetrazione delle industrie estrattive nella Foresta Amazzonica.

Il potente Ministero de Agricultura, Pecuària e Abastecimento ha forti legami con le lobby delle multinazionali del settore agricolo che voglio guadagnare l’accesso alle terre indigene, come riportato dal Guardian e dal New York Post

“Ci sarà sicuramente un aumento della deforestazione e della violenza contro le popolazioni indigene”,ha messo in guarda il coordinatore esecutivo dell’ “Articulation of Indigenous People of Brazil(Apib) Dinaman Tuxà, secondo quanto riferito dal Guardian

“Le popolazioni indigene sono i difensori e i protettori del territorio”

La deforestazione è già in forte aumento in Brasile che ad oggi ha raggiunto la più alta percentuale degli  ultimi dieci anni. Allo stesso tempo, durante gli ultimi otto anni il governo brasiliano ha ridotto i fondi per le rappresentative indigene e ha dato la precedenza ai desideri degli industriali che vogliono un maggiore accesso alla foresta pluviale (New York Times). Il governo ha anche negli ultimi anni rallentato la velocità di riconoscimento delle terre appartenute agli indigeni.

Il nuovo corso portato avanti da Bolsonaro ha reso il Ministero dell’Agricoltura responsabile per “l’identificazione, la delimitazione, la demarcazione e la registrazione delle terre tradizionalmente occupate dalle popolazioni indigene” (Reuters). Ha anche affidato al ministro il controllo sulla gestione delle foreste pubbliche e del Servizio Forestale Brasiliano. Questo emendamento sparirà in 120 giorni se non verrà ratificato dal congresso

Bolsonaro ha recentemente difeso il suo emendamento su Twitter.

“Meno di un milione di persone vive in queste zone isolate del Brasile, dove sono sfruttate e manipolate dalle ONG,” ha scritto Bolsonaro, “Lavoriamo tutti insieme per fare in modo che questi cittadini vengano integrati e si adeguino ai valori di tutti i Brasiliani”

Però l’antropologa Leila Silvia Burge Sotto-Maior, che ha lavorato per la National Indian Foundation (organizzazione brasiliana per la tutela dei diritti degli Indios), ha avvisato il New York Times che questo emendamento “è stato un chiaro affronto alla Costituzione”.

La costituzione Brasiliana del 1988 è stata ratificata dopo 21 anni di dittatura militare, un tentativo di proteggere le comunità indigene e gli altri gruppi di emarginati dopo decenni di oppressione e sfruttamento. Durante la dittatura, il governo vedeva le popolazioni indigene come una minaccia per le opportunità economiche e ha provato a inserirli forzatemente nella società Brasiliana piuttosto che riconoscere il loro diritto di vivere nelle terre che appartengono loro da anni. La Costituzione, invece, afferma e tutela questo diritto.

“C’è paura, c’è preoccupazione” ha dichiarato Burger al New York Times, “c’è una forte sensazione di sconfitta e fallimento”.

Bolsonaro ha anche firmato un decreto per conferire al suo governo più potere sulle ONG, come riportato da Reuters. Questo decreto consegna all’ufficio del Segretario del Governo, Carlos Alberto Dos Santos Cruz, poteri temporali per “Supervisionare, coordinare, monitorare e accompagnare le attività e le azioni delle organizzazioni interne e non di governo nel territorio nazionale” (Reuters).

Fonte Ecowatch

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