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“NATURE”, MARICA BRANCHESI E’ L’ASTROFISICA DELL’ANNO

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La rivista Nature come ogni anno pubblica la Top 10 delle persone più influenti del mondo scientifico e l’astronoma Marica Branchesi ha conquistato il secondo posto, per il contributo dato sull’osservazione di eventi cosmici attraverso onde gravitazionali.

Definita “the merger maker” (creatrice di fusioni) la Branchesi ha svolto un ruolo fondamentale nella rivalutazione dei mezzi di studio del cosmo. Fino ad ora gli astronomi utilizzavano le onde elettromagnetiche per l’osservazione di fusioni tra stelle, escludendo con diffidenza le onde gravitazionali teorizzate dai fisici (il primo fu Albert Eistein nel 1915). Grazie al lavoro di Marica Branchesi osservare questi eventi sarà molto più semplice.

L’astronoma, il 17 agosto scorso, sfruttando gli alert diramati sui treni di onde gravitazionali ha potuto osservare in diretta la coalescenza di due stelle di neutroni, e ne ha pubblicato i risultati il 16 ottobre sulla rivista “The Astrophysical Journal Letter”.

L’articolo scientifico, a cui hanno collaborato 3500 autori, ha destato l’attenzione del mondo scientifico. Per la prima volta si è creato un vero e proprio “ponte” tra astronomi e fisici (che mai hanno collaborato in passato).
Infatti, come spiega la Branchesi “I fisici hanno capito che nella time domain astronomy bisogna dare (agli astronomi) informazioni velocemente anche se non sono perfettamente precise. Rispetto al primo run di osservazioni abbiamo fornito molte informazioni che si sono rivelate fondamentali il 17 agosto, come distanza e classificazione del sistema. Quanto agli astronomi, stanno imparando che è necessario collaborare per vincere le grandi sfide osservative imposte dall’astronomia multi-messaggera”.

Una fondamentale rilevanza, dunque, sia sull’osservazione di fusioni tra stelle che tra astronomi e fisici, che ora collaborano quasi ininterrottamente, come spiega anche Gabriela Gonzalez, fisica alla Louisiana State University: “(Branchesi) è stata la persona chiave che ha messo in comunicazione gli astronomi e i fisici, convincendoli a lavorare insieme”.

Sul riconoscimento l’astronoma ringrazia i tanti collaboratori: Sono estremamente onorata ed emozionata per questo riconoscimento e ringrazio tutti i colleghi per quello che hanno detto di me. Lo considero un riconoscimento anche al risultato bellissimo del lavoro fatto nell’estate scorsa”.

L’italiana, professore associato del Gran Sasso Science Institute (GSSI) a L’Aquila, lavora presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’ INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), collabora con l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), è membro della collaborazione Virgo, progetto senza il quale questa ricerca non sarebbe stata possibile.

Lo scienziato più influente del 2017 per la rivista è, invece, il biologo americano David Liu che con la sua scoperta ha cambiato per sempre il mondo della medicina. Il biologo dell’Università di Harvard, infatti, è riuscito a elaborare in laboratorio un enzima che permette di riscrivere il DNA delle cellule malate. Questa nuova tecnica, definita “base editing”, permetterà di curare malattie rarissime e dare non speranze ma possibilità concrete di cura.

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