Animali

Bracconaggio, feriti “per errore” due falchi pellegrini

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Bracconaggio. Si tratta di una specie protetta che non dovrebbe mai essere presa di mira, eppure due falchi pellegrini (un maschio ed una femmina) sono stati feriti a colpi di fucile a distanza di una settimana l’uno dall’altra.

L’obiettivo, in entrambi i casi, non erano loro ma i colombacci che popolano il Parco di Tevere Farfa e quello del Monte Soratte.

I due esemplari di Falchi Pellegrini sono stati trasferiti nel centro di recupero della Lipu al Bioparco di Villa Borghese.

Ma ciò che è peggio è che probabilmente i due rapaci erano ‘in amore’ e si stavano per riprodurre.

Il falco pellegrino è diffuso in quasi in tutto il mondo. Nel suo nome scientifico per indicare la specie, la parola ‘peregrinus’ fa riferimento alla colorazione scura delle penne del capo, che ricordano un cappuccio nero simile a quello indossato appunto dai pellegrini.

Questo rapace può raggiungere in picchiata una velocità di oltre 380 chilometri l’ora, risultando così il più veloce animale vivente.

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Il falco pellegrino appartiene alle specie protette dalla Convenzione di Washington (Cites), Che tutela fauna e flora a rischio di estinzione, e dalla legge sulla caccia, o meglio dalla Direttiva Uccelli.

Sulla base di questa direttiva sono state create le zone di protezione speciale (ZPS), N e1 caso speciflco, parliamo del Parco di Tevere Farfa, 700 ettari, e del Monte Soratte, 410 ettari.

Il problema è che a controllare questi 1.110 ettari di territorio ci sono solo tre guardia parco.

Ma torniamo ai bracconieri.

Due settimane fa a Ponzano Romano è stato ferito un maschio di falco pellegrino.

Sette giorni dopo è toccato a una femmina.

Stessa zona di ritrovamento e stessa modalità di abbattimento: una fucilata.

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“Il primo ha riportato una frattura sull’ala destra e una lesione all’occhio con emorragia” – spiega Francesca Manzia della Lipu –  “la femmina, invece, ferita una settimana dopo in una situazione fotocopia e sempre a Ponzano Romano, ha subito la frattura esposta dell’omero, l’osso è uscito fuori dalla sua sede e la ferita si e necrotizzata”.

La femmina e stata sottoposta a un intervento chirurgico per ricomporre la frattura, ma è inappetente e questo preoccupa non poco i volontari del Bioparco.

Ma il danno, come dicevamo, non si limita probabilmente ai due esemplari protetti di rapaci.

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“Non e sicuro al cento per cento ma e molto probabile che i due siano compagni e che si stessero per riprodurre conferma Francesca Manzia La stagione è questa, fra gennaio e febbraio”.

L’ipotesi che si sia trattato di un errore, di una ‘di-strazione’ da parte di un cacciatore ‘regolare’, non convince la Lipu.

“Non e escluso che chi li ha feriti l’abbia fatto perché anche i falchi puntavano ai colombacci. Non riconoscere un falco pellegrino e sparargli, quindi per sbaglio, e pressoché impossibile – sottolinea Manzia –  I cacciatori sanno riconoscere gli uccelli e per ottenere la licenza studiano le varie specie. Inoltre, sbagliare due volte in una settimana e difficile…”.

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