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La rivolta dei Tories, tra scandali a raffica e dimissioni di massa, costringe il premier a lasciare il doppio incarico.

Boris Johnson si dimette. Per adesso, da leader del partito conservatore. E, dal prossimo ottobre, anche da premier della Gran Bretagna. Troppi gli scandali, di diversa natura, interni alla maggioranza conservatrice guidata da Johnson, che nelle ultime settimane ha visto dimissioni di massa tra vari dirigenti e membri conservatori, compresi tanti suoi fedelissimi.

Boris Johnson, oggi la conferenza stampa

Le dimissioni da leader del partito conservatore sono immediate e verranno ufficializzate in una conferenza stampa che Boris Johnson terrà alle 12 ora locale (le 13 in Italia). Come spiega la BBC, Johnson lascerà l’incarico di premier entro ottobre, quando la Conferenza annuale dei Tories eleggerà il suo successore per la guida del Governo.

Boris Johnson, dimissioni a effetto domino

Troppi gli scandali, più interni che esterni, che negli anni hanno travolto Boris Johnson e la sua maggioranza. Dalle violazioni dei lockdown da parte degli stessi esponenti conservatori, fino addirittura a scandali di natura sessuale, come quello che ha coinvolto Chris Pincher, un fedelissimo di Johnson. E subito dopo la notizia delle dimissioni del premier britannico, a catena ne sono scattate altre. Negli ultimi minuti si è dimessa, da vicepresidente del partito, Caroline Johnson. Così come il ministro della Giustizia, James Cartlidge. E anche i neo-ministri Michelle Donelan (Istruzione, nominata due giorni fa) e Nadhim Zahawi (Finanze, nominato solo ieri) hanno lasciato l’incarico.

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