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Bonus bici, dai nuovi fondi alle detrazioni fiscali per le aziende. Tutte le novità

Bonus Mobilità o bonus bici. Ormai ognuno di noi, almeno una volta, avrà sicuramente sentito parlare del buono governativo (inserito nel Decreto Rilancio) che, incentivando forme di trasporto sostenibili, punta a far lasciare a casa l’automobile agli italiani.

 

Il bonus, prevede un contributo pari al 60% della spesa sostenuta (in ogni caso non superiore a 500 euro) per l’acquisto di:

  • biciclette
  • handbike
  • monopattini,
  • hoverboard
  • segway

Solo qualche giorno fa, nel corso del question time rispondendo all’interrogazione del senatore, Eugenio Comincini, il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha annunciato di aver di aver reperito altri 70 milioni per il bonus che, sommandosi ai 120 già stanziati, vanno a formare un plafond di 190 milioni di euro e conta di trovarne altri 50 per arrivare al raddoppio dei fondi stanziati.

Ne parliamo con Diego De Lorenzis, deputato del MoVimento 5 Stelle e vicepresidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Sappiamo che ci sono però in campo anche altri correttivi per migliorare il senso del bonus e renderlo più efficace, di cosa si tratta? Cosa vuol dire migliorare il senso del bonus?

“Per la prima volta dopo 11 anni si torna a parlare finalmente dello Stato che aiuta i cittadini in questo bonus abbiamo voluto dare una prima indicazione delle categorie dei possibili beneficiari, ma la norma si può migliorare”.

De Lorenzis evidenzia poi come “manca per esempio, l’abbiamo proposto in fase di conversione del decreto, la possibilità di acquistare il kit di trasformazione da bici muscolare a bici elettrica tenendo conto che molti italiani hanno già un bici e per loro potrebbe essere utile per andare  lavoro o accompagnare i figli a scuola, trasformarla in bici elettrica. Abbiamo, per esempio, la possibilità di imporre uno sconto del 10% a carico della rete di vendita delle biciclette, di monopattini. In questo modo, a parità di risorse, si accetterebbero maggior numero di richieste. Quindi diciamo, ci sono degli elementi che vanno specificati meglio, vanno chiariti. Anche il fatto di rivolgere il bonus esclusivamente a bici o monopattini nuovi per evitare che sull’usato, essendo un bene mobile non registrato, si dia origine a frodi e reati di ricettazione. Quindi – conclude – la norma può essere assolutamente costruita in maniera migliore e d’altronde il passaggio parlamentare serve proprio a questo”.

Bonus bici, in arrivo altri 70 milioni. Si punta al raddoppio del plafond

Tra le modifiche in campo, l’anticipazione della data di validità per richiedere il bonus e la diminuzione della percentuale di bonus per ampliare la platea, ci può spiegare meglio?

“sì, sono delle proposte che abbiamo avanzato perché riteniamo siano utili atteso che le risorse sono sempre molto scarse e apprezziamo il tentativo sia del Parlamento ma anche del Ministro di cercare nuove risorse proprio per raccogliere tutte le proposte, le richieste dei cittadini di usare questo bonus mobilità. Siamo molto contenti che questa misura abbia avuto una così larga diffusione, un così largo successo. Però appunto riteniamo che per gli acquisti, almeno quelli futuri,  da fare direttamente con lo sconto dal negoziante, quindi senza anticipare e poi caricare la fattura sulla piattaforma, almeno in quella fase lo sconto potrebbe scendere dal 60 al 40%. Questo indurrebbe le persone a procedere all’acquisto, indurrebbe per accedere a tutto il bonus di €500 magari a concentrarsi su una produzione maggiormente di qualità, quindi su prodotti di fascia medio alta e quindi anche i prodotti italiani ed europei invece che extraeuropei. Questo permetterebbe, a parità di risorse, anche di ampliare la platea. Se poi aggiungiamo a questo, come ti ho detto prima, magari un 10 – 15% di sconto obbligatorio nella rete di vendita, arriviamo ad uno sconto uguale o molto simile a quello attuale ma soddisfacendo più cittadini e questo credo che sia un obiettivo assolutamente a portata di mano”.

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Ultima domanda, vengono proposte anche detrazioni fiscali per le aziende che promuovono mobilità alternativa e detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi (come già avviene per abbonaemnti del TPL) per le spese in favore di mobilità sostenibile

“intanto queste proposte nascono perché riteniamo che questo tipo di misure debba essere strutturale e soprattutto debba coinvolgere anche il lato delle imprese. Dicevo che gli spostamenti quotidiani per il 50% sono sotto 5 km e molti di questi spostamenti sono quelli casa-scuola e casa-lavoro, che tra l’altro si compiono nelle ore di punta dove maggiore è la congestione. Ecco, per questo riteniamo che al pari di buoni pasto, di altri sistemi di welfare aziendale, le imprese possano invogliare i propri dipendenti, visto che nella norma è previsto un rafforzamento del mobility manager per le aziende con dipendenti di numero pari o superiore a 100 anni, riteniamo che il coinvolgimento delle imprese debba essere assolutamente prioritario”.

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