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Nasce la Direzione per le Bonifiche, Costa: “questo sarà l’anno di svolta”

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Bonifiche. “Questo sarà l’anno di svolta per le bonifiche: nel 2018 abbiamo seminato, nel 2019 abbiamo iniziato e nel 2020 decolleremo. In tutta Italia, per tutti i Sin, i siti di interesse nazionale”.

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annuncia così, con un post sulla sua pagina facebook, la nascita di una Direzione generale che si occuperà esclusivamente di bonifiche.

La nascita della nuova Direzione, segue l’approvazione  (6 novembre 2019) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di riorganizzazione del Dicastero (pubblicato in Gazzetta ufficiale nel mese di dicembre) che sarà fondata su due Capi dipartimento, chiamati a coordinare i temi generali focalizzati rispettivamente sugli aspetti di tutela e salvaguardia ambientale e sulle politiche di transizione ecologica, e otto Direzioni generali, a presidio dei settori di competenza.

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L’Italia ha bisogno di bonifiche”, quante volte abbiamo sentito questa frase, ripetuta, ma vuota di significato perché ai buoni propositi non sono seguite le azioni necessarie? – scrive ancora Costa, spiegando che “fino ad oggi la gestione delle bonifiche è stata soggetta a meccanismi elefantiaci, con una lentezza burocratica inverosimile”.

Fino al 31 dicembre chi si occupava di bonifiche aveva anche la responsabilità del dissesto idrogeologico e della tutela delle acque e depurazione.

La nuova organizzazione amministrativa, realizzata senza spese, si articola su un sistema a responsabilità distribuite fondato su:

  •  due Capi dipartimento, che saranno chiamati a coordinare i temi generali, focalizzati rispettivamente sugli aspetti di tutela e salvaguardia ambientale e sulle politiche di transizione ecologica
  •  otto Direzioni generali, a presidio dei settori di competenza.

Le direzioni generali passano da sette a otto:  alle precedenti, competenti su protezione della natura, dissesto idrogeologico e acqua, economia circolare, crescita sostenibile, cambiamenti climatici e risanamento ambientale, si affianca una nuova Direzione generale per il mare e le coste, che avrà come obiettivo quella di tutelare l’ambiente marino e governare i processi partecipati della blue economy.

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“Nell’ultimo anno – ricorda Costa nel post – siamo riusciti a far partire le bonifiche nella Valle del Sacco, attese dai cittadini da oltre 15 anni e abbiamo raggiunto un importante accordo e sta per partire la procedura di bonifica nel grande buco nero d’Italia che è il sin Caffaro a Brescia. Passi in avanti sono stati fatti a Gela, Milazzo, Porto Torres e Augusta. È stato un anno importante anche per la Stoppani di Genova, ma tanto resta da fare. E chiaramente parlo per i siti nazionali su cui ha competenza il ministero dell’Ambiente, che comunque deve interfacciarsi con gli attori locali.
E poi ci sono i Sir, i siti da bonificare di competenza delle regioni, ai quali necessita il nostro affiancamento perché – è evidente guardando il nostro Paese – che da sole le regioni non riescono a procedere”.

“C’è un lavoro enorme da fare, l’interlocuzione con enti locali, con aziende che hanno inquinato, con i territori, e ora abbiamo lo strumento giusto – conclude – solo mettendo in campo una task force dedicata ESCLUSIVAMENTE alle bonifiche possiamo portare a casa i risultati che il Paese chiede in alcuni casi da decenni. Stiamo costruendo un ministero più forte, più competente e specializzato, ed è il miglior modo per affrontare tutte le sfide che abbiamo davanti”.

 

 

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