Bonifiche. Accelerare con le bonifiche dei siti inquinati, semmai con procedure burocratiche più snelle.

È la ricetta del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha poi ribadito come l’obiettivo principale sia quello di accorciare i tempi, evitando fasi interlocutorie prima di arrivare a una decisione.

Parlando da Giugliano in Campania ad un convegno promosso dall’Ordine dei Commercialisti di Napoli Nord ha assicurato che il governo andrà spedito su questa strada.

Giugliano è un comune di oltre 120mila abitanti alle porte di Napoli che da anni attende l’avvio di complesse operazioni di bonifica, come quella che riguarda la discarica ex Resit, che ha ingoiato rifiuti tossici, e quella del sito di Taverna del Re, dove negli anni dell’emergenza rifiuti sono state stoccate milioni di ecoballe di spazzatura.

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Ecoballe che Costa ha definito una “vergogna nazionale“, piramidi di spazzatura, alte decine di metri, che sono ancora al loro posto da oltre un decennio (si tratta di sei milioni di tonnellate di spazzatura urbana imbustata), nonostante che negli anni passati il governo Renzi abbia stanziato 250 milioni di euro per spostarle altrove.

Secondo il piano della Regione Campania, parte di quella spazzatura dovrebbe essere rilavorata in un sito che dista una decina di chilometri dal luogo dove e’ stoccata: ipotesi che il ministro boccia senza appello, pur ammettendo che su questa decisione non ha alcuna competenza.

“Le ecoballe sono una vergogna italiana che non solo non ci possiamo permettere, ma non vogliamo neanche subire. Lo dico da cittadino di questa terra oltre che da ministro”, ha aggiunto il ministro parlando con i giornalisti al termine dei lavori.

“Il governo nella scorsa legislatura ha dato le risorse alla Regione Campania per lavorare le ecoballe e fare in modo che vengano spostate. Noi abbiamo lasciato le risorse – ha spiegato – ma ora vogliamo vedere i risultati, altrimenti non avrebbe senso dare queste risorse”.

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Ma a lanciare l’allarme sulle bonifiche (che richiedono un impegno finanziario notevole) nel corso del convegno è stato il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone: “Quello delle bonifiche è uno dei temi più delicati perché abbiamo la necessità che partano però è uno dei settori dove i rischi di infiltrazione sono presenti. E io sono molto preoccupato rispetto a certe regole che sono oggetto dello sblocca cantieri, come l’aumento del sotto soglia e soprattutto la liberalizzazione dei sub appalti. Lo so bene cosa si nasconde dietro i sub appalti soprattutto in certi contesti e chiederò al ministro Costa di tenere alta l’attenzione perché non possiamo finire nel paradosso che i criminali dopo aver inquinato facciano poi le bonifiche”.

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“Il primo segnale che questo governo può dare è quello di trasformare l’area della terra dei fuochi in sito di interesse nazionale”, ha suggerito il sindaco di Giugliano, Antonio Poziello.

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