BONIFICA MAR PICCOLO A TARANTO, VIA AL BADO DI GARA DA 32 MILIONI DI EURO

Bonifica Mar Piccolo a Taranto, via la bando di gara.

32,276 milioni di euro.

Tanto vale il bando di gara europea, lanciato dal commissario di Governo alla bonifica di Taranto, Vera Corbelli, per il Mar Piccolo.

“Gli interventi da realizzare nel primo seno del Mar Piccolo – spiega il commissario Corbelli – hanno come obiettivo l’abbattimento del livello di contaminazione riscontrato nei sedimenti marini”.

Un processo che avverrà “mediante l’applicazione, previa dimostrazione su scala pilota, di tecnologie innovative, le cui tipologie sono già state individuate”.

Nello specifico, si tratta di “asportazione selettiva dei sedimenti con relativo recupero; capping con relativa ricostruzione dell’habitat naturale; bioremediation in situ”.

La gara, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 giugno e si chiuderà il prossimo 2 luglio.

“Si tratta – spiega il commissario di Governo – della prima gara in Italia di questo tipo nel settore delle bonifiche, l’adozione una procedura innovativa nell’ambito Codice degli Appalti che ha lo scopo di coadiuvare il settore pubblico nella crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, anche a livello europeo, cosi’ come auspicato nella Comunicazione della Commissione Europa”.

Secondo Corbelli, “l’intenzione del legislatore è quella di coinvolgere la flessibilità e i vantaggi del partenariato pubblico privato – anche o soprattutto in termini economici – al fine di raggiungere l’innovazione e metterla utilmente a servizio del pubblico”.

La durata del contratto d’appalto è di 635 giorni e non è oggetto di rinnovo.

L’obiettivo che si vuole perseguire attraverso questo tipo di partenariati è quello di realizzare un’economia sociale di mercato che si fondi sulla conoscenza e sull’innovazione, efficiente sotto il profilo delle risorse e che permetta un elevato tasso di occupazione, tale da favorire la coesione territoriale e sociale.

“Per queste ragioni – ha poi sostenuto il commissario – la Commissione europea, al fine di superare la tradizionale impostazione mercatistica, ha inteso attribuire alla normativa in materia di appalti (salvi naturalmente i limiti di una concorrenza non discriminatoria), il compito di stimolare la competizione tra le imprese sul terreno della conoscenza, dello sviluppo tecnologico e della ricerca,
individuando una serie di obiettivi sociali comuni, quali la tutela dell’ambiente e dell’efficienza energetica, la fornitura di servizi pubblici di elevata qualità, la promozione dell’innovazione e dell’inclusione sociale”.

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