PoliticaTerritorio

Assemblea Onu, Bolsonaro: “La foresta non è devastata. Dai media solo bugie!”

Condividi

Nonostante i numeri e le immagini degli incendi che stanno devastando la foresta amazzonica, il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ribadisce: “L’Amazzonia non è patrimonio dell’umanità. La foresta non è devastata e gli incendi non sono così pericolosi da temere il peggio”.

Il leader brasiliano Bolsonaro nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite rivendica con forza la sovranità del Brasile ribadendo che “l’Amazzonia non è patrimonio dell’umanità”.

Il presidente ha anche accusato i media internazionali di aver mentito sulla situazione reale della foresta: “Non è successo quello che i giornali internazionali hanno raccontato. Erano tutte bugie. La foresta non è devastata e gli incendi non sono così pericolosi da temere il peggio“.

Cosa sta succedendo in Amazzonia e come possiamo agire

La mia amministrazione si è impegnata a uno sviluppo sostenibile del Paese, uno dei più ricchi di risorse naturali al mondo. L’Amazzonia è un patrimonio ma alcuni paesi invece di aiutarci a preservarlo, con spirito coloniale mettono in discussione la nostra sovranità. Attacchi sensazionalistici come quelli di quest’estate da gran parte dei media internazionale hanno sollevato la nostra suscettibilità. In ogni battaglia, inclusa quella per la protezione dell’Amazzonia deve prevalere il rispetto per la libertà e la sovranità di ognuno di noi“.

Brasile, spunta un piano di Bolsonaro per “colonizzare” l’Amazzonia

Da tempo la superficie della foresta amazzonica non diminuiva a un ritmo così frenetico come quello che ha preso da quando Jair Bolsonaro è diventato presidente del Brasile.

Secondo l’Inpe, l’Istituto nazionale di ricerche spaziali – che si basa su misurazioni e immagini satellitari affidabili al 90% – dall’inizio dell’anno ad oggi si sono persi circa 3700 km² di foresta, pari a circa un quinto del Galles; 1250 di questi sono scomparsi solo nei primi 22 giorni di luglio. Il dato mostra un aumento superiore al 100% rispetto allo stesso periodo l’anno scorso ed è uno dei peggiori negli ultimi anni.

Amazzonia in fiamme. Nel 2019 record di incendi, per Bolsonaro è colpa delle Ong

Bolsonaro aveva già affermato di recente: “Io credo alla realtà e la realtà mi dice che se tutti i dati sulla deforestazione fossero veri, l’Amazzonia non esisterebbe più. Invece esiste ed è in salute”.

Il fatto che la deforestazione dell’Amazzonia sia aumentata da quando Bolsonaro è diventato presidente non è un caso. L’ex generale ha ribadito più volte che bisogna sfruttare la foreste “in modo ragionevole” e, per questo motivo, ha rivisto alcune misure che, negli anni, avevano garantito l’esistenza e la sopravvivenza del polmone verde.

All’inizio del suo mandato ha deciso, per esempio, di affidare le riserve indigene, che prime venivano gestite dalle popolazioni autoctone, al ministero dell’Agricoltura il cui interesse principale è far posto a coltivazioni come quelle della soia.

Deforestazione, i satelliti mostrano cosa è cambiato da quando c’è Bolsonaro

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago