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Bologna Award 2021, 6°edizione premio della sostenibilità agroalimentare

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Il Centro Agroalimentare di Bologna (CAAB) e Fondazione FICO annunciano l’avvio del bando per i progetti di sostenibilità agroalimentare attivi in Italia e nel mondo. C’è tempo fino al 15 settembre 2021 per inviare la propria candidatura.

Promuovere i progetti, le ricerche e le iniziative in ambito agricolo e agro-alimentare realizzate da persone, istituzioni e imprese nel segno dello sviluppo sostenibile e durevole: questo l’obiettivo di Bologna Award, il Premio Internazionale per la sostenibilità agroalimentare che riparte con il bando della sua 6^ edizione, in programma a Bologna in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, il 15 e 16 ottobre 2021. Ideato e promosso da CAAB Centro Agroalimentare di Bologna e dalla Fondazione FICO per l’Educazione alimentare e alla Sostenibilità, Bologna Award concorre da cinque anni al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite
attraverso l’individuazione di idee e buone pratiche efficaci in direzione della sostenibilità agroalimentare dalla produzione al consumo, dai campi agli allevamenti, alle tavole di tutto il pianeta.

Con un’attenzione particolare – spiega il presidente CAAB Andrea Segrè, presidente di Giuria – ai progetti impegnati per fronteggiare le crescenti povertà, la malnutrizione e le diseguaglianze aggravate dalla crisi pandemica: al momento circa 2.37 miliardi di persone non hanno un accesso adeguato al cibo, e le stime attuali prevedono che nel 2030 ben 660 milioni di persone soffriranno ancora la fame, anche in ragione degli effetti a lungo termine della pandemia covid-19 sulla sicurezza alimentare“.

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Sarà infatti “Sharing. Condivisione è sostenibilità” il filo rosso dell’edizione 2021: con la consapevolezza che per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sarà necessario un impegno collettivo insieme alla condivisione delle conoscenze, delle competenze, delle esperienze legate ai progetti, alle buone pratiche, agli strumenti utili allo sviluppo sostenibile. Una considerazione tanto più valida per l’agricoltura di ultima generazione, la smart farming alla quale è richiesta alta precisione tecnologica per ottimizzare la produzione di cibo aumentandone l’efficienza, riducendo al minimo gli sprechi e l’impatto ambientale.

La 6^ edizione di Bologna Award è promossa con il patrocinio del Comune di Bologna, della Camera di Commercio di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura). Le candidature e segnalazioni per l’edizione 2021 di Bologna Award potranno essere inoltrate alla email info@bolognaaward.it entro il 15 settembre, subito dopo la Giuria si riunirà per selezionare una short list con la cinquina finalista, che sarà annunciata entro la prima settimana del mese di ottobre. Seguirà la proclamazione dei vincitori, la cerimonia di Premiazione come sempre a Bologna, in occasione del World Food Day 2021, 16 ottobre. Info, bando e aggiornamenti sui siti bolognaaward.com e caab.it.

Aspetto peculiare del Bologna Award – International Sustainability and Food Award è che i vincitori, sin dal momento dell’accettazione, si impegnano a donare il valore del premio in favore di progetti e iniziative di settore sostenibili, durevoli e/o solidali, affinché la ricerca possa ulteriormente progredire e moltiplicare circoli virtuosi nell’ambito agro-alimentare e agro-ambientale sul pianeta.

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Vincitori delle prime cinque edizioni di Bologna Award sono stati: nel 2015 lo scienziato genetista italiano Salvatore Ceccarelli, che ha prestato la sua opera e il suo ingegno in Paesi e aree arretrate e in guerra, come il Centro ICARDA di Aleppo – Siria oggi distrutto dall’ISIS, ex aequo con l’organizzazione statunitense no profit NAMA – Northwest Atlantic Marine Alliance, fondata da pescatori della costa Nord Est degli Stati Uniti per promuovere il patrimonio marino come bene comune del pianeta; nel 2017 il ricercatore e genetista italiano Matteo Dell’Acqua, che ha lavorato assieme agli agricoltori etiopi delle comunità di Melfa e Workaye, con uno straordinario progetto che ha incrociato la più avanzata ricerca genomica agli antichi saperi rurali. Nel 2018 l’attivista indiana Sunita Narain, che dirige il CSE – Centro Scienza e Ambiente di New Delhi, riconosciuto a livello mondiale come riferimento guida per i Paesi in via di Sviluppo.

Nel 2019 l’economista Raj Patel, scrittore accademico e attivista, in prima linea sui temi dell’accesso al cibo e dello sviluppo sostenibile e del ‘Green New Deal’. Nel 2020 il ricercatore italiano Giacomo Grassi, operativo presso il Joint Research Centre della Commissione Europea a Ispra: per aver condotto le sue ricerche in un ruolo chiave di interfaccia fra monitoraggio scientifico e attuazione normativa e politica degli obiettivi di sostenibilità. Per aver testimoniato che le foreste svolgono un ruolo chiave nella mitigazione del cambiamento climatico attraverso l’assorbimento di CO2 e per il supporto nella progettazione delle strategie utili al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’accordo di Parigi. Una menzione speciale è andata all’attivista statunitense Leah Penniman, leader del movimento per la giustizia alimentare.

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