Un membro del movimento che ieri ha bloccato il Raccordo Anulare spiega a TeleAmbiente: “Lo facciamo per tenere alta l’attenzione sui temi ambientali. Potremmo essere l’ultima generazione della storia a poter fare qualcosa”

Gli attivisti del gruppo ambientalista Extinction Rebellion che ieri hanno bloccato il raccordo anulare in forma di protesta non potranno tornare a Roma. Il Questore di Roma ha adottato un Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nella Capitale per i manifestanti provenienti da diverse regioni del Nord che, inoltre, sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata.  

Il gruppo Extinction Rebellion è un movimento socio-politico internazionale che, tramite la non violenza ma con l’utilizzo di azioni anche non legali (come, appunto, le manifestazioni non autorizzate) intende tenere alta l’attenzione dei governi sulle questioni climatiche ed ecologiche.

“Gli stessi manifestanti presenti ieri al blocco stradale e denunciati sono rientrati in azione oggi e lo faranno anche nei prossimi giorni”, spiega a TeleAmbiente Aldo Riboni, attivista di Extinction Rebellion.

“Siamo consapevoli che le azioni come queste – continua – e in generale la disobbedienza civile non piacciono a tanti cittadini. Ma noi non siamo alla ricerca di popolarità. A noi interessa solo che si portino all’attenzione dei governi e dei cittadini stessi le questioni dei cambiamenti climatici e del futuro del Pianeta e dell’umanità”. 

La manifestazione di ieri, spiega Riboni, era la prima azione di quella che Extinction Rebellion ha definito una “campagna ad oltranza” dal titolo “Ultima Generazione – Assemblee Cittadine ORA!”. 

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Extinction Rebellion a TeleAmbiente: “Siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa. Non possiamo attendere i tempi della politica”

“Con molta probabilità – spiega a TeleAmbiente Aldo Riboni la nostra è l’ultima generazione che può davvero fare qualcosa per evitare una catastrofe. Gli scienziati dicono che abbiamo circa tre anni per evitare una catastrofe climatica che provocherà milioni di morti in tutto il mondo, la perdita dei raccolti, fame, guerra. E conseguenze ne avrà anche sull’Italia: il Sud del Paese, ad esempio, rischia la desertificazione totale”. 

Ma il timore vero degli attivisti di Extiction Rebellion riguarda la futura generazione. “Quella di mio figlio che adesso ha due anni – spiega Riboni – potrebbe essere l’ultima generazione in assoluto perché una delle possibili prospettive è che per la fine del secolo la vita sulla terra non sarà più possibile per l’essere umano”. 

Per questo, dunque, il movimento internazionale ha scelto azioni non violente di disobbedienza civile con l’obiettivo, nel caso italiano, di chiedere al governo l’istituzione entro il 2022 di una Assemblea di cittadini che deliberi misure concrete per combattere l’emergenza climatica.

“La nostra richiesta – spiega Riboni – è che questa Assemblea sia formata da cittadini comuni, estratti a sorte. Quindi non eletti, così che possano restare fuori dalle logiche di rappresentanza di questa o quell’altra istanza. Cittadini che dovranno riunirsi, informarsi per un lungo periodo, discutere tra loro e giungere a delle decisioni comuni su cosa fare”. 

Un superamento, dunque, della politica rappresentativa. “L’emergenza climatica e ambientale è così grave – spiega l’attivista – che non si possono aspettare i tempi della politica rappresentativa. Bisogna dare la parola ai cittadini direttamente. Inoltre, in questo modo supereremmo il problema dell’influenza delle lobby e le difficoltà tipiche della politica rappresentativa fatta da persone che ogni cinque anni devono essere rielette e dunque non pensano al bene comune a lungo termine ma alla rielezione”. 

Gli attivisti del gruppo Extinction Rebellion, poi, chiedono un incontro con i maggiori esponenti del governo Draghi per poter discutere di questa richiesta e più in generale della prospettiva di un’estinzione di massa del genere umano causato dalle conseguenze della crisi climatica in atto.

“Non ci fermeremo qui – conclude Riboni -, andremo avanti a oltranza almeno per tutto il prossimo anno con diverse manifestazioni e azioni non violente. Lo faremo a nostro rischio. Sappiamo che violeremo delle leggi ma questo fa parte della disobbedienza civile. Non sarà questo a fermarci”. 

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