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Clima, BlackRock “I cambiamenti climatici fattore chiave nei progetti a lungo termine”

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Il presidente di BlackRock Larry Fink ha annunciato che i cambiamenti climatici saranno un fattore chiave nella scelta dei futuri investimenti del fondo.

BlackRock, la più grande società di investimento al mondo, farà della sostenibilità un fattore chiave nei suoi investimenti, con una mossa che secondo il presidente e cofondatore Larry Fink porterà le istituzioni finanziarie di tutto il mondo a considerare i cambiamenti climatici al centro dei propri progetti a lungo termine.

I cambiamenti climatici sono diventati un fattore chiave nei progetti a lungo termine delle compagnie” ha Fink nella sua lettera annuale ai CEO “ma la consapevolezza sta crescendo rapidamente e credo che siamo alle soglie di una rimodulazione della finanza”. In una lettera parallela agli azionisti BlackRock ha annunciato che uscirà da tutti gli investimenti ad alto rischio ambientale, tra cui quelli a carbone termico, e sarà molto più selettiva nello scegliere i progetti in cui immettere capitali.

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Le più grandi istituzioni finanziarie del paese sono sotto la crescente pressione di azionisti, attivisti e politici per la loro tiepida risposta ai cambiamenti climatici, in un periodo in cui l’amministrazione Trump ha fatto un passo indietro sulla regolamentazione ambientale per favorire la crescita economica. BlackRock gestisce attualmente un patrimonio di 7 mila miliardi di dollari in beni e i propri investimenti vengono osservati attentamente dai suoi competitori come Vanguard, JPMorgan Chase e T. Rowe Price.

In un’intervista Fink ha spiegato che le ragioni scientifiche dietro ai cambiamenti climatici stanno spingendo i clienti a rivedere il proprio portfolio di investimenti a breve e lungo termine. “Cosa accadrebbe ad esempio ai mutui trentennali, un elemento chiave della finanza, se gli istituti di credito non fossero in grado di stimare l’impatto dei rischi legati al clima in un periodo cosi lungo?” si legge nella lettera pubblicata sul sito del fondo.

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Fink ha spiegato che i rischi posti dai cambiamenti climatici sono i più pericolosi mai visti in quarant’anni di finanza. Il presidente si è sempre dichiarato un democratico, ma ha spiegato che dietro questa mossa non c’è la volontà di agire come un’ambientalista ma come un capitalista che ha responsabilità verso i clienti e gli investitori: “Non abbiamo una Federal Reserve che possa stabilizzare il mondo come nelle cinque o sei crisi accorse durante i miei 40 anni nel mondo della finanza. Qui il problema è più grande, c’è bisogno di maggiore pianificazione, c’è bisogno di una maggior connessione fra pubblico e privato per risolvere questi problemi”.

Ad inizio mese BlackRock si è unita a Climate Action 100+, un’iniziativa degli investitori per assicurarsi che le più grandi multinazionali emittenti di gas ad effetto serra al mondo agiscano per ridurre le proprie impronte di carbonio. BlackRock si è unita ad oltre 370 fondi d’investimento in tutto il mondo in un gruppo che collettivamente gestisce oltre 41 mila miliardi di dollari.
Ceres, una no profit che si occupa di sostenibilità ambientale, ha messo BlackRock al 43° posto su 48 fondi di investimento che supportano le iniziative legate all’ambiente da parte dei propri investitori. Ma la lettera di Fink sembra aver scosso il fondo. “BlackRock sta utilizzando il proprio peso per una cosa che già esiste, un movimento globale che considera la sostenibilità ambientale al centro del proprio portfolio di investimenti” ha spiegato Kirsten Snow Spalding di Ceres “non sono i primi ad unirsi ma il loro peso è fondamentale”

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Fink ha spiegato che le richieste dei propri clienti di investimenti nei cambiamenti climatici sono aumentate in tutto mondo e pensa che nelle prossime generazioni l’impiego di capitali nella sostenibilità da parte dei giovani sarà ancora maggiore. Secondo il presidente gli istituti finanziari avranno un ruolo chiave nella “grande transizione energetica” dei prossimi dieci anni. Questo include ad esempio giudicare se un buon investimento ad oggi nei combustibili fossili possa esserlo anche tra dieci anni: “Dobbiamo avere un piano. Non stiamo abbandonando gli idrocarburi, crediamo che possano ancora svolgere un ruolo. Crediamo che i gas naturali debbano avere un ruolo fondamentale nella transizione energetica. Crediamo questo sia un processo necessario”.

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