Economia

BITCOIN, VOLANO I FUTURES A CHICAGO. E IL MERCATO VA IN TILT

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Bitcoin. La moneta più chiacchierata del momento arriva sui mercati di Chicago con il suo primo derivato. Si tratta di Bitcoin, i cui primi futures hanno avuto rialzo oltre il 20% al loro debutto sulla Cboe Futures Exchange della metropoli statunitense.

All’apertura dei mercati il valore del contratto a termine su Bitcoin era di 15.460 dollari, con un successivo sali e scendi che gli ha fatto toccare il picco massimo di 18.700 dollari. Una partenza più che positiva, che ha coinvolto talmente tanti investitori da mandare temporaneamente il tilt la piattaforma della Cboe. Si parla di quasi 2500 contratti, buona parte con scadenza al 17 gennaio, scambiati sul mercato solo nelle prime ore della giornata. Insomma, Bitcoin accumula un traguardo dopo l’altro e fa record anche nella vendita degli strumenti finanziari che ci scommettono contro. Un successo che va a braccetto con quello della stessa valuta digitale, il cui valore ha superato i 16.700 dollari.

Ma cos’è un future?

Si tratta di un contratto tra due parti sul mercato che si interrogano sul valore futuro di una qualunque merce. Un “derivato”, appunto, proprio perché il suo valore deriva dal valore di mercato di un altro strumento finanziario “sottostante”. Un derivato quindi è fatto per scommettere sul valore dello strumento o merce principale e permette di guadagnarci sia sul rialzo del sottostante che sulla sua svalutazione, a seconda del contratto che si sceglie di acquistare.

E a fare da perfetto sottostante è proprio la più famosa criptomoneta, che negli ultimi tempi ha avuto un decollo così elevato scatenando chi ci rema contro e parla di probabili crolli. E tra il crescente euforismo dei temerari di bitcoin e la diffusione delle “forze ribassiste”, il successo dei neonati futures potrebbe ribaltare, da un momento all’altro, la situazione portando a un’evoluzione finanziaria della moneta digitale ben diversa da quella attuale.

Un andamento che riporta a galla i timori di istituzioni e mercati.E’ una bolla”, ha detto il governatore della Banca centrala della Nuova Zelanda, Grant Spencer “e con le bolle non si sa mai dove si va a finire”. Le grandi banche internazionali continuano ad essere scettiche. E non a caso, dato che Bitcoin si è sempre presentata come un sistema anarchico contrario alla tradizione bancaria e ora con il debutto dei derivati e il grande boom di scambi si inizia a prenderla sul serio. Goldman Sachs e Jp Morgan tengono per ora chiuso l’accesso ai futures bitcoin alla propria clientela.

Tra i grandi euforici temerari di Bitcoin e i diffidenti, c’è chi pensa che anche se il successo della criptovaluta dovesse spegnersi, per ora non si dovrebbero avere danni devastanti. La moneta oggi capitalizza 240 miliardi e le azioni quotate hanno valore complessivo di circa 80 mila miliardi di dollari, come stimato da Goldman. “Se il prezzo di Bitcoin dovesse andare a zero oggi, – ha dichiarato Andrew Kenningham di Capital Economics – le perdite sarebbero pari a circa -0,06% per le azioni americane”. Se si considera che molti investimenti sono stati fatti a prezzi più bassi degli attuali, con Bitcoin che a inizio anno non aveva ancora raggiunto i tre zeri, le conseguenze “reali” non sarebbero così drammatiche.

Insomma, che si voglia scommettere a favore o contro, che la si voglia approvare o boicottare, al momento Bitcoin affascina gli investitori.

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