BITCOIN, CROLLA SOTTO I 10 MILA DOLLARI. DA HARVARD PREVISIONI PESSIMISTICHE

Bitcoin ancora sul filo del rasoio. Nella giornata di ieri la criptovaluta è scesa sotto quota 10 mila dollari, nonostante i segnali di ripresa nei primi di marzo.

Secondo le quotazioni di Coinbase, tra le più note piattaforme di scambio della valuta digitale, Bitcoin avrebbe toccato gli 8 mila euro, per poi recuperare anche se di poco. Scenario peggiore quello di Bitstamp, altra regina delle “Borse” delle criptomonete, che ha registrato un crollo di Bitcoin del 13%, scendendo oltre i 6 mila euro. Una caduta che si trascina dietro anche gli altri nomi noti del mondo cripto. Male per Ethereum con una brusca caduta sotto gli 800 dollari, discesa senza freni per Ripple che ha perso oltre l’8% del suo valore. A perdere il 10% anche Bitcoin Cash, spin off della valuta più famosa. Cardano ed EOS si classificano tra le peggiori, con una perdita del 14 e del 12%.

Ma cosa è accaduto? Dietro il crollo di Bitcoin & Co. ci sarebbe la recente decisione della Sec, la Consob USA, di imporre ai centri di scambio degli asset digitali di registrarsi presso la propria amministrazione. Un obbligo che nasce dalla preoccupazione della stessa autorità di Vigilanza sul fatto che “diverse piattaforme di trading appaiono agli investitori come mercati registrati e regolamentati dalla Sec mentre in realtà non lo sono”. Una scelta sostenuta anche dalla Commodity Futires Trading Commission, che si è rivolta al Congresso americano per dare il via ad un controllo federale sugli scambi. Cosa che ha suscitato preoccupazione negli investitori speculativi di bitcoin, che temono una possibile stretta sui guadagni. Il sistema bancario internazionale sembrerebbe però d’accordo. “Bitcoin è una combinazione di una bolla, uno schema Ponzi ed un disastro ambientale, minaccia la stabilità. – ha sottolineato il direttore generale della Banca dei Regolamenti internazionali, che ha sede in Svizzera – “Le Banche centrali intervengano per arginare i rischi”.

Eppure, fino a poco tempo fa era ben diffusa la voce che Bitcoin avrebbe raggiunto quota 100 mila dollari. E oggi? A peggiorare ulteriormente gli scenari sono le previsioni di Harvard. Secondo uno degli atenei più famosi del mondo sarà molto più probabile vedere Bitcoin crollare a 100 dollari piuttosto che raggiungere il valore record dei 100 mila. A confermare la pessima prospettiva è Kenneth Rogoff, docente ad Harvard ed ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale. “Se vengono eliminate le possibilità di riciclaggio di denaro e di evasione fiscale, il suo utilizzo come veicolo di transazione è molto ridotto”, ha spiegato Rogoff, evidenziando l’importanza del fattore speculativo nella fama della criptovaluta.

Ma dietro il crollo delle criptovalute ci sarebbe anche la Corea del Sud. Il governo del Paese asiatico starebbe cercando infatti di colpire e affondare il mercato di Bitcoin & Co. Un attacco che si porterebbe dietro non poche conseguenze, dato che Sud Corea, Giappone e Cina sono tra le principali protagoniste del mercato cripto. Un’intenzione non ancora confermata, ma che se lo fosse potrebbe condannare le monete del web a vita breve.

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