Attualità

Bisfenolo A, in Europa 64 industrie ne utilizzano 1 mln di tonnellate all’anno

Condividi

Bisfenolo A.  64 industrie,  in Europa, consumano 1 milione di tonnellate di bisfenolo A all’anno. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) ha incluso il bpa tra le sostanze “estremamente preoccupanti“, candidate alla messa al bando. Intanto scoperta la sua presenza in elevate concentrazioni, anche nei contenitori di cartone per la pizza

Oggi l’Europa utilizza 1 milione di tonnellate di bisfenolo A (bpa) in 64 delle sue industrie, tra le quali anche l’italiana Solvay.
Il dato arriva dall’Echa, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che ha il ruolo di favorire l’uso sicuro delle sostanze chimiche. L’Agenzia ha – tra i vari compiti – quello di condurre valutazioni sulla pericolosità dei composti chimici usati dalle industrie. Nel farlo si avvale anche dei dati e delle analisi forniti dagli stessi produttori, cui spetta registrare i composti da loro utilizzati e sottoporli all’esame di pericolosità.
Tuttavia, dati dell’Agenzia riportano che, nel 64% dei casi analizzati, le comunicazioni delle aziende sono inesistenti o parziali. 

Acqua, Enea brevetta sistema per rilevare le sostanze nocive nella rete idrica

Amianto, Settimana Mondiale della Sensibilizzazione. Ministro Costa firma decreto per creare un gruppo di lavoro

Per questa mancanza di collaborazione, le attività dell’Agenzia procedono a rilento. Così, al momento, delle 375 sostanze in lista di valutazione, solo su 94 è stato possibile completare l’esame sulla pericolosità. Di queste 94 sostanze, poi, 46 sono risultate dannose per la salute, e per 12 di esse è stata avviata la procedura per l’introduzione di misure restrittive.
Tra le sostanze ritenute “estremamente preoccupanti“, e dunque candidate alla messa al bando, è stato inserito il bisfenolo A (bpa), antiossidante usato nella produzione di plastiche e resine.

Efsa conferma tossicità del verderame. UE si prepara a limitarne l’uso

Il bisfenolo A  si trova, in dosi prestabilite dalla normativa, in tutti i contenitori alimentari in policarbonato (ad esempio le bottiglie di plastica usate per le bibite), nelle stoviglie di plastica e nei contenitori.
Nei primi anni Duemila, diversi studi ne hanno evidenziato la capacità di agire come interferente endocrino,  di alterare, cioè,  lo sviluppo e l’equilibrio del sistema ormonale incidendo sulla fertilità, provocando aborti e producendo anomalie riproduttive. Secondo gli studi, inoltre, all’esposizione a tale antiossidante sarebbe da collegarsi l’insorgere del cancro al seno e alla prostata, diabete, malattie cardiache e disordini cognitivi e comportamentali nei bambini.
Per queste ragioni, nel 2011, l’Ue ne ha bandito l’impiego nei biberon, fissando dei parametri per ciò che riguarda le sue concentrazioni nelle plastiche a uso alimentare. Tuttavia sembra che anche le dosi minime attualmente consentite siano in grado di causare effetti dannosi per la salute.

Cartoni per la pizza, trovato bisfenolo A. Quali i pericoli? VIDEO

In relazione al bisfenolo A, la rivista “il Salvagente” ha fatto emergere una criticità che si incontra anche con un vuoto normativo a livello europeo. Cioè la presenza del composto nel cartone per alimenti, nello specifico: nei contenitori di cartone utilizzati per la pizza da asporto.
Conducendo infatti un’inchiesta su tre campioni di contenitori di cartone, “il Salvagente” ha mostrato la presenza di bpa in due cartoni su tre, uno di produzione italiana e gli altri due (quelli positivi al test) di produzione estera. Su questi ultimi non solo è stato trovato il bpa (che generalmente è usato nella plastica e non nella carta) ma anche in concentrazioni al di là della soglia prevista dalla normativa Ue per la produzione della plastica per alimenti.

Insalata in busta, il test su 10 marche de “Il Salvagente”

Nasce ‘Digital foodpedia”, archivio permanente di contenuti e informazioni sul cibo

(Visited 107 times, 2 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago