Cronaca

BIOTESTAMENTO, APPENA APPROVATO È GIÀ SCONTRO. OSPEDALI CATTOLICI CONTRARI

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Roma. È stato appena approvato è già le prime voci contrarie si sono fatte sentire dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) che ha espresso il suo disaccordo con la nuova legge, preannunciando una netta posizione contraria.

Secondo il mondo cattolico, la legge aprirebbe “le porte all’eutanasia, pur senza nominarla” , ha affermato il cardinale Carmelo Ruini, presidente emerito della Cei. Insieme a lui, anche un secondo rappresentante della Conferenza Episcopale, il cardinale Angelo Bagnasco, che ha definito la nuova legge come un “segno di inciviltà”.

Bagnasco, presidente emerito nonché arcivescovo di Genova, ha sottolineato il suo “No all’accanimento terapeutico, ma nemmeno a questa forma di abbandono in nome di una libertà che ho paura nasconda agli occhi dello Stato un lasciare andare le situazioni”. E questo “lasciare andare le situazioni” per la chiesa significa proprio avvicinarsi al concetto di eutanasia, tanto discussa dal mondo ecclesiastico, che continua a rivendicare il diritto alla vita. Il punto è se parlerebbero di “vita” i tanti costretti a sopportare una condizione fisica che li costringe a più che vivere, a sopravvivere, e in buona parte nell’attesa di una fine più veloce e meno dolorosa possibile.

Mentre oltre la metà della popolazione applaude il biotestamento italiano, il fronte cattolico si gioca la carta del diritto all’obiezione di coscienza per i medici, almeno nelle proprie strutture ospedaliere. Il medico potrebbe così optare per la “disobbedienza civile”, conservando “il diritto di non agire contro la propria coscienza”, cosa che però non è prevista dalla legge. Questa linea di pensiero è espressa chiaramente dal cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti ai microfoni di Radio Vaticana qualche giorno prima del sì alla legge, “ci sta a cuore anche che venga riconosciuta – oltre alla possibilità di obiezione di coscienza del singolo medico – quella che riguarda le nostre strutture”, ribadendo come nutrizione e idratazione per il malato siano “gesti essenziali” piuttosto che terapie.

Sullo stesso fronte, anche il direttore dell’Ufficio Cei per la salute don Massimo Angeletti, insieme a don Carmine Arice, padre generale del Cottolengo, che “davanti ad una richiesta di morte” se fossero messi nella condizione, non applicherebbero la norma. “Censurabile”, la definisce il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole, “inaccettabile” è il parere del vescovo di Trieste Gianpaolo Crepaldi. Insomma, cambiano i rappresentanti del mondo cattolico ma il risultato è sempre lo stesso.

Ma se la posizione della Cei appare evidente, cosa ne pensano in Vaticano?

Solo un mese fa Papa Francesco aveva espresso il suo parere sulla questione in una lettera ad un convegno internazionale sul fine vita. E se da una parte il pontefice aveva sottolineato il suo no all’eutanasia, dall’altra aveva definito l’accanimento terapeutico “insensato”. Opinione messa nero su bianco e che aveva fatto pensare ad un’apertura del pensiero cattolico.

Una prima risposta all’attacco della chiesa è arrivata dall’assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, che nel suo essere cattolico da tempo ha ribattuto che “questa legge approvata è un punto di incontro ragionevole ed equilibrato, di certo sofferto, tra umanesimo cristiano e umanesimo laico. Ma è una legge dello Stato e la sua applicazione riguarderà anche le strutture accreditate e private del sistema sanitario, come previsto peraltro all’articolo 1“. Una replica alle parole dell’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, tra i primi a spingere le strutture cattoliche a non applicare la legge. “La legge è equilibrata” ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Torino Guido Giustetto, più duro Silvio Viale, medico e radicale, per cui “se il Cottolengo di Torino si pone fuori dal servizio sanitario nazionale, la Regione deve revocare tutte le convenzioni”.

Insomma, come per la legge sull’interruzione della gravidanza, anche questa sul Biotestamento non avrà, almeno inizialmente, vita facile. Ed andrà attentamente monitorata e tutelata.

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