biotecnologie marina napoli

È stato inaugurato a Napoli, nel porticciolo del Molosiglio, il primo dipartimento di biotecnologie marine ecosostenibili del Paese che studierà il mare e gli oceani con approccio multidisciplinare

A Napoli, nell’ambito della Stazione Zoologica Anton Dohrn, è nato il primo dipartimento di biotecnologie marine con approccio eco-sostenibile d’Italia.

Si tratta di una struttura in cui si studierà il mare per comprenderne i segreti e utilizzarli per il benessere dell’essere umano e degli altri organismi.

A inaugurare il nuovo dipartimento c’erano il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’Assessore regionale alla Ricerca, Innovazione e Startup Valeria Fascione e il Presidente della Stazione Zoologica di Napoli Roberto Danovaro. 

Dipartimento di biotecnologie marine, un approccio multidisciplinare

Questa nuova realtà si avvale delle competenze interdisciplinari di ricercatori di alta formazione nei settori delle Biotecnologie marine, della Biologia, Ecologia, Chimica e Biochimica marina. Al suo interno si trovano 18 laboratori dotati di attrezzature all’avanguardia in diversi ambiti.

Nel Dipartimento di Biotecnologie Marine Ecosostenibili di Napoli saranno effettuate ricerche scientifiche riguardanti le possibili applicazioni dei prodotti naturali marini nei settori di interesse biomedico, ambientale e farmaceutico.

“All’inaugurazione – spiega il presidente Danovaro – sono stati presentati anche i primi risultati del progetto ADVISE, finanziato dalla Regione Campania, che sta identificando vaccini antitumorali e molecole di interesse farmacologico per la cura dei tumori”.

“Gli organismi marini – continua il Presidente – sono il più grande tesoro, in gran parte ancora inesplorato, per l’individuazione di molecole e prodotti utili a curare malattie, migliorare la nostra nutrizione, la cura del corpo e a risanare l’inquinamento ambientale. L’auspicio è che questa struttura possa rilanciare il ruolo del nostro Paese in un settore, quello delle biotecnologie marine, ancora troppo poco sviluppato rispetto alle potenzialità offerte dalla ricchissima biodiversità dei nostri mari”.

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