Roma

Arrivano al Bioparco di Roma i due rinoceronti bianchi minacciati da bracconaggio

Condividi

Thomas e Kibo arrivano al Bioparco di Roma, due rinoceronti bianchi minacciati da un bracconaggio feroce che mira a impossessarsi del loro corno. Il Bioparco  è impegnato nella salvaguardia dei rinoceronti in natura e fino al 10 novembre donerà 1 € all’associazione internazionale Save the Rhino International.

Fiocco rosa al Bioparco Roma: nata una zebra reale, specie minacciata di estinzione

Il Bioparco di Roma ha accolto due rinoceronti bianchi, Thomas e Kibo, di circa tre anni di età, provenienti da giardini zoologici del nord Europa del circuito EAZA (l’Associazione europea Zoo e Acquari). I due animali hanno a disposizione una nuova  area di oltre 2.600 mq in cui è stata ricostruita un’ambientazione di savana africana, con piante per lo più di origine sudafricana. I rinoceronti sono assenti dal Giardino zoologico della Capitale da venti anni.

L’arrivo si inscrive all’interno del programma di conservazione internazionale (EEP: Eaza ex situ program) per scongiurare l’estinzione di questi magnifici animali, considerati veri e propri fossili viventi, mantenendo una popolazione protetta per ripopolare le riserve naturali in Africa.

In un contesto globale in cui l’affare delle specie protette rappresenta il quarto mercato illegale dopo droga, armi e esseri umani, per un giro di affari di 23 miliardi di dollari l’anno, attualmente gli ultimi rinoceronti che vivono in Africa e in Asia sono minacciati da un bracconaggio feroce e implacabile che mira a impossessarsi del loro corno, ritenuto, senza alcuna fondatezza scientifica, un medicinale e un afrodisiaco e pertanto venduto a caro prezzo nel mercato clandestino. In particolare, fra le cinque specie di rinoceronti ancora presenti nel mondo, il rinoceronte bianco è fra quelle più spietatamente uccise dai bracconieri: si calcola che in Africa ne vengano uccisi in media tre al giorno. Considerato il ritmo lentissimo di riproduzione di questi animali – in media nasce solo un cucciolo ogni due, tre anni – la specie corre il rischio di scomparire in pochi anni.

Bioparco Roma, è nata Prisca, cammello della Battriana VIDEO

Recenti dati (fonte IUCN) sulla situazione dei rinoceronti africani parlano chiaro: dai 60 rinoceronti (neri e bianchi) uccisi nel 2006 si è passati ai 1.124 animali massacrati nel 2017, di cui 1.000 rinoceronti bianchi. Si stima che nell’arco dell’ultimo biennio siano stati venduti illegalmente più di 3.500 corni.

Il Bioparco di Roma contribuirà economicamente al progetto promosso dall’associazione internazionale ‘Save the Rhino’, impegnata nella salvaguardia dei rinoceronti in natura.

Alcune curiosità: l’aggettivo ‘bianco’ proviene da un’errata traduzione del termine “wijd” (ovvero ampio) dato dai primi coloni olandesi in riferimento al labbro che poi divenne “white” ovvero bianco.

Bioparco Roma, arriva l’orso-gatto Arabella che profuma di popcorn. VIDEO

I due maschi del Bioparco appartengono alla sottospecie meridionale di rinoceronte bianco perché quella settentrionale è praticamente estinta in natura dal 2007: ne sopravvivono soltanto quattro esemplari, trasferiti di recente da una riserva in Kenya ad uno zoo della Repubblica Ceca, con la speranza che possano riprodursi e salvare così questa sottospecie.

Il Bioparco ha organizzato una serie di attività educative e di sensibilizzazione dedicate a questi maestosi mammiferi, che emozionano grandi e piccini: il prossimo 10 ottobre si svolgerà il convegno dal titolo ‘Gli ultimi rinoceronti, l’impegno contro il bracconaggio per le specie in via di estinzione’. Inoltre, nei quattro fine settimana di ottobre lo staff didattico del Bioparco sarà a disposizione del pubblico presso la nuova area per svelare tutte le curiosità sulla biologia, le abitudini, nonché sulle minacce che incombono sui rinoceronti.

(Visited 113 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago