In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Il biologico continua a crescere ma frenano i consumi; 2) Il PIL dell’agroalimentare cresce del 6,2%; 3) Record storico per l’export Made in Italy; 4) Boom dei prezzi di olio, burro e pasta

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Il biologico continua a crescere ma frenano i consumi: Il biologico prosegue la sua crescita in Italia ma mostra i primi segnali di cedimento nei consumi. È quanto emerso nel corso del convegno organizzato da Ismea sull’agricoltura biologica del futuro. Sul fronte della spesa alimentare si è registrata, per la prima volta, una riduzione degli acquisti di alimenti e bevande bio. Dopo l’ottima performance del 2020, lo scorso anno il valore della spesa si è contratto del 4,6% portandosi a 3,38 miliardi, anche se è rimasta invariata l’incidenza sul totale degli acquisti agroalimentari.

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2) Il PIL dell’agroalimentare cresce del 6,2%: Buona la performance dell’agroalimentare nel primo trimestre 2022, con un aumento del PIL del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È quanto emerge dalla fotografia scattata dal bollettino trimestrale messo a punto dal CREA con il suo centro di ricerca ‘Politiche e Bioenomia’. Rispetto allo stesso periodo del 2021, fra gennaio e marzo, si è verificato un aumento sia dell’indice della produzione che di quello del fatturato, sia per l’industria alimentare che per quello delle bevande.

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3) Record storico per l’export Made in Italy: Record storico per le esportazioni alimentari Made in Italy che nei primi cinque mesi del 2022 hanno registrato un balzo del 21%. Nonostante il conflitto in Ucraina ed i rincari energetici, le esportazioni alimentari nazionali sono in aumento sul record annuale di 52 miliardi fatto registrare nel 2021. La Germania resta il principale mercato di sbocco in aumento a gennaio-maggio del 15’%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 20% mentre la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del 21%. Boom di esportazioni nel Regno Unito con un +25%, nonostante le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Aumento a doppia cifra anche nella Turchia di Erdogan (+23%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 29% e in Russia conun – 18% con l’export che è precipitato dopo mesi di guerra.

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4) Boom dei prezzi di olio, burro e pasta: Dal +69% dei prezzi dell’olio di semi al +28% di quelli del burro passando per il +23% degli aumenti della pasta, sono questi i prodotti alimentari che fanno segnare il maggior aumenti nel carrello della spesa. È quanto emerge dallo studio della a Coldiretti sulla base delle rilevazioni Istat sull’inflazione a giugno 2022. A far segnare i maggiori rincari sono i prodotti di base dell’alimentazione delle famiglie che subiscono gli effetti dell’aumento dei costi energetici e di produzione alimentati dalla guerra in Ucraina abbinati al caldo record e alla siccità. In cima alla classifica dei rincari ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole che risente del conflitto in Ucraina, che è uno dei principali produttori. Al secondo posto c’è il burro, al terzo la pasta seguita dalla farina (+21%) proprio nel momento in cui nelle campagne si registrano speculazioni sul prezzo del grano con forti e ingiustificati cali dei compensi riconosciuti agli agricoltori. Al quinto e sesto posto entrano frutta e verdura con pomodori rincarati del 19% come le pesche (+19%). Il nuovo balzo dei prezzi aggrava una situazione che, secondo una stima Coldiretti, costerà nel 2022 alle famiglie italiane oltre 8,1 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione scatenata dalla guerra in Ucraina.

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