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Biodiversità, quali sono le 5 specie più minacciate nel Mar Mediterraneo?

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Biodiversità. Pur avendo una superficie pari all’1% di tutti gli oceani, il Mar Mediterraneo è un vero e proprio scrigno della biodiversità marina del nostro Pianeta: ospita infatti oltre 12.000 specie marine (tra il 4 ed 12% di quella mondiale).

Il Mediterraneo, è particolarmente ricco di specie, con una percentuale elevatissima di endemismi: tra il 20 ed il 30% del totale.

La biodiversità marina è molto importante, garantisce infatti cibo, acqua pulita, ripari sicuri e risorse, fondamentali per la nostra sopravvivenza.

Ma nonostante questo suo importante ruolo, è in forte diminuzione per gli impatti diretti e indiretti delle pressioni determinate dalle attività umane quali sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, aumento della presenza di specie aliene, alterazioni fisiche, inquinamento, cambiamenti climatici e acidificazione degli oceani.

Va soprattutto sottolineato che il mare non è una risorsa inesauribile con un potere illimitato di auto-rigenerazione.

Come spiega il Dottor Leonardo Tunesi, Responsabile dell’Area Tutela Biodiversità, Habitat e Specie Marine Protette per ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), i nostri mari sono indispensabili per garantire la vita sulla Terra.

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“Le acque  – afferma – regolano il clima del nostro Pianeta, producono ossigeno, forniscono nutrimento e sono fonte di sussistenza per centinaia di milioni di essere umani” ma “dati incontrovertibili mostrano che la biodiversità degli oceani, a tutti i suoi livelli, è in forte diminuzione a causa degli impatti diretti e indiretti delle pressioni determinate dalle attività umane.”

A mettere a rischio la biodiversità marina, sono la sovra pesca, l’esplosione della presenza di specie non indigene, le alterazioni fisiche dell’ambiente, l’inquinamento dovuto a dragaggi, costruzioni costiere, pesca a strascico, sostanze tossiche, eccesso di nutrienti e rifiuti.

Oltre a ciò – evidenzia Tunesi – anche cambiamenti climatici e acidificazione degli oceani sono e saranno sempre più fonte di perdita di biodiversità, soprattutto negli ecosistemi costieri più sensibili.

Proteggere la biodiversità marina richiede non solo l’impegno delle Istituzioni, dei ricercatori e degli esperti di settore, ma anche e soprattutto l’impegno concreto di ognuno di noi.

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Bastano dei piccoli accorgimenti per fare la differenza:

  • Consumare specie ittiche pescate sostenibilmente,
  • Comportarsi correttamente in spiaggia o al mare
  • Adottare pratiche più corrette per evitare che i rifiuti finiscano nei mari e nei fiumi

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Quali sono le 5 specie più minacciate nel Mar Mediterraneo?

La foca monaca mediterranea

In natura sopravvivono meno di 700 esemplari di questo mammifero pinnipede, appartenente alla famiglia delle foche.

Si tratta di una specie minacciata di estinzione, ancora di più del Panda, che fino all’ ‘800 era presente lungo tutte le coste italiane.

Nutrendosi di pesce, la foca monaca è stata spesso cacciata dai pescatori, costringendo la specie a vivere lungo tratti di coste poco frequentati dall’uomo e trovare rifugio nelle grotte.

Fortunatamente, il cambiamento dei comportamenti degli uomini, oggi più rispettosi delle specie animali, sta favorendo il ritorno della foca monaca lungo le coste italiane.

Pinna nobilis

Si tratta del più grande mollusco bivalve del Mar Mediterraneo, anche conosciuta con il nome di ‘grande nacchera’, infatti può raggiungere un metro di lunghezza.

La Pinna nobilis, è una specie protetta, endemica del nostro mare, che negli ultimi anni è andata incontro ad una elevatissima mortalità (in alcuni casi più del 90% degli individui) a causa della comparsa in Mediterraneo di parassiti specifici.

Fondamentale, evitare di infastidire esemplari di questa specie, nel caso in cui la si osservi sott’acqua.

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Patella ferruginea

Superando i 10 centimetri di lunghezza, è la più grande patella del Mediterraneo.

Oggi vive solo lungo tratti costieri rocciosi poco frequentati o protetti di Sardegna, delle isole dell’Arcipelago Toscano, in Liguria e in Calabria.

Questa specie, vittima di raccolta indiscriminata, soprattutto in passato, non deve essere raccolta per essere opportunamente rispettata.

Posidonia oceanica 

Si tratta di una pianta acquatica, endemica del Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Posidoniacee.

Nonostante viva sott’acqua, non si tratta di un’alga ma di una pianta superiore con caratteristiche simili a quelle delle piante terrestri, con radici, un fusto rizomatoso, foglie nastriformi lunghe fino ad un metro e unite in ciuffi di 6-7, fiori e frutti.

La posidonia oceanica forma delle praterie sottomarine che spesso diventano l’habitat di molti organismi animali e vegetali che vi trovano nutrimento e protezione.

Questa specie ha una notevole importanza ecologica: costituisce la comunità climax del mar Mediterraneo ed è utile nel contrasto dell’erosione delle coste.

È altresì considerata un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere.

Avviso ai naviganti: se si ha un’imbarcazione, è importante evitare di ancorare sulla posidonia perché l’ancora ara la prateria danneggiandola gravemente.

Coralli bianchi profondi 

Come la Lophelia pertusa e la Madrepora oculata, questa specie vive a molte centinaia di metri di profondità dove si pensa che non ci sia vita.

Questi coralli però costituiscono delle barriere coralline profonde che sono zone importantissime per la biodiversità, ovvero per la ricchezza di specie e di aggregazione di pesci e invertebrati importanti per l’alimentazione dell’uomo.

Le loro strutture però sono molto delicate e sono messe a rischio dallo strascico e da alcune attività di pesca sportiva.

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