Animali

Biodiversità in pericolo, allarme specie aliene in città

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Biodiversità. Quello che vedete in foto è uno splendido esemplare di Samia Cythia, un lepidottero (una farfalla) che generalmente si trova nell’Estremo Oriente.

Fin qui tutto normale, se non fosse che questo esemplare di “bombice dell’ailanto” è stato fotografato a Cassano d’Adda, vicino Milano, da Luca Ghezzi che grazie a questa foto ha vinto il contest «Click, alieni in città» lanciato dal progetto europeo Life Asap (Alien species awareness program).

Per quanto sia l’animale che la fotografia siano bellissime, rappresentano una minaccia.

“L’impatto delle specie aliene è molto rilevante. Secondo l’ultimo rapporto Ipbes dell’Onu rappresentano uno dei cinque fattori di maggior danno alla biodiversità. Tra tutti, il meno conosciuto e compreso” – afferma Piero Genovesi, responsabile del Servizio per il coordinamento della fauna selvatica dell’Ispra e alla guida del gruppo sulle specie invasive dell’Unione mondiale conservazione natura.

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Portare da luoghi esotici animali o piante, per compagnia oppure ornamento, è abitudine antica.

“Da studi compiuti sui mammiferi si trovano tracce 8-9 mila anni fa — aggiunge Genovesi — ma è soprattutto negli ultimi due secoli che il fenomeno è esploso. E negli ultimi trent’anni le specie aliene sono praticamente raddoppiate, un fenomeno legato alla globalizzazione, ai commerci e al turismo”.

Si stima che siano tremila le specie estranee presenti nei nostri territori, circa quattrocento sono considerate invasive.

Spesso sono state introdotte volontariamente, a volte  — come per le specie acquatiche o i piccoli invertebrati — trasportate involontariamente nelle merci o dalle navi. Se liberate, possono provocare danni incalcolabili, mettendo a rischio delicati ecosistemi.

Per questo è nato il progetto Life Asap, coordinato dall’Ispra e che vede la partecipazione di Legambiente, Federparchi, Regione Lazio, Università di Cagliari, Nemo srl, Tic Media Art e il contributo del ministero dell’Ambiente e dei parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano, dell’Aspromonte, del Gran Paradiso e dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lago negrese.

Il contest fotografico (con le venti foto finaliste che saranno esposte in una mostra) è una delle tante attività, assieme a incontri con addetti ai lavori, come forestali, veterinari o pescatori, ma anche studenti nelle scuole.

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“È possibile arrestare la diffusione delle specie aliene invasive e contribuire alla riduzione dei rischi sociali, economici e sanitari che ne derivano, solo attraverso l’impegno e la consapevolezza” – osserva Stefano Di Marco di Legambiente.

La «bombice» alle porte di Milano o il verde «parrocchetto dal collare» sugli alberi di Roma sono straordinari da ammirare sotto casa. Ma dovrebbero anche spingerci a riflettere.

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