Biodiversità in pericolo. 28.338 le specie inserite nella Lista Rossa

Biodiversità. Aumentano spaventosamente le specie a rischio sul pianeta.

Della “Lista Rossa“, pubblicata dall’Unione internazionale per la Conservazione della Natura, fanno parte 28.338 specie, pari al 27% di tutte quelle mondialmente conosciute.

1500 in più rispetto all’anno scorso (quando erano minacciati 26.840 animali e vegetali).

Per 6.127, quasi 300 in più rispetto all’anno scorso, la situazione è di “Allarme Rosso“: queste specie infatti si trovano in una situazione di pericolo molto grave, a un passo dall’estinzione.

Della ‘red list’ dell’Uicn fanno parte il 40% di anfibi, 34% di conifere, 33% di coralli, 30% di squali e razze, 27% di crostacei e 14% di uccelli.

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La causa, è da ricercare nella perdita di habitat, in parte causata dai cambiamenti climatici, ma soprattutto le attività umane poco sostenibili, in primis pesca e caccia intensiva, oltre all’inquinamento dell’aria e alle malattie invasive.

A crescere però è anche la lista delle specie conosciute, i ricercatori dell’Uicn ne hanno inserito 9 mila nuove, il che ha portato a 105. 732 il numero globale di quelle conosciute.

“La natura sta declinando ad una velocità senza precedenti nella storia dell’umanità – ha dichiarato Jane Smart, direttore globale del gruppo di conservazione della biodiversità dell’Uicn – la nostra lista conferma i dati dell’ultimo rapporto dell’Ipbes (la piattaforma intergovernativa per la scienza e la politica in materia di biodiversità e servizi ecosistemi)”.

“Sia il commercio nazionale che quello internazionale – ha sottolineato Smart – sono responsabile del declino delle specie negli oceani, in acqua dolce e sulla terra. Servono azioni decisive globali per fermare questo declino”.

“Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono le due grandi sfide del secolo per l’umanità – ha avvertito Lee Hannah, scienziato esperto dell’Uicn – I risultati parlano chiaro, pertanto bisogna agire subito su questi due fronti”.

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Appuntamento cruciale, secondo gli esperti, sarà il Vertice Onu sulla Biodiversità che si terrà nel 2020 in Cina e dal quale ci si aspetta una svolta politica nell’affrontare l’emergenza globale.

In “Allarme Rosso”, ci sono sette scimmie tra cui la rolaway, 15 specie di pesce cuneo e pesce violino, due famiglie di razze e una quindicina di funghi europei.

Ed è proprio la scimmia roloway (Cercopithecus roloway), ad essere stata scelta per il 2019 come animale emblematico dello stato di sofferenza della biodiversità.

Di questa scimmia, preda ambita dai cacciatori per la sua carne e pelle, ne rimangono solo 2 mila esemplari  in Costa d’Avorio e Ghana.

Ad oggi il 40% dei primati stabiliti in Africa centrale e occidentale è in pericolo e sette specie sono ad altissimo rischio estinzione a causa del disboscamento e della caccia.

Stesso livello di pericolo anche per i pesci d’acqua dolce in Giappone, dove la metà potrebbe scomparire, e in Messico, con un terzo delle specie minacciate, motivo di preoccupazione per milioni di residenti per i quali costituiscono la principale fonte di reddito e di cibo.

Nelle profondità marine, a rischio ci sono i pesci lanterna e le lumache dai piedi squamosi.

Altrettanto preoccupante la situazione di 23 specie di palissandro del Madagascar, minacciati al 90% poiché molto richiesti per il pregiato legno utilizzato nella costruzione di mobili, al centro di un traffico internazionale.

Tra le specie a rischio anche un’inusuale presenza crescente di alcuni funghi, a cominciare dal cappello da strega noto anche come fungo conico a cappuccio viscido, di colore rosso vivace, danneggiato dall’agricoltura intensiva in molti Paesi europei, tra cui Germania e Gran Bretagna.

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