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Biodiversità, salgono a 191 i comuni invasi dalla Popillia Japonica

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Biodiversità. Salgono a 191 i comuni dell’area metropolitana milanese, della provincia di Monza e Brianza e del Lodigiano, invasi dal coleottero giapponese ‘Popillia Japonica’.

Secondo l’elaborazione della Coldiretti Milano, Lodi e Monza Brianza sui dati regionali, il coleottero giapponese ha raggiunto anche i quartieri più ad ovest del capoluogo lombardo.

La Popillia – spiega la Coldiretti interprovinciale – è in grado di attaccare 295 specie vegetali, tra cui il mais, la vite, il pomodoro, i meli e i fiori.

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Segnalata per la prima volta in Lombardia nel luglio 2014 lungo il Naviglio Vecchio a Turbigo (MI), da allora il numero delle aree interessate è andato crescendo di anno in anno:

nel 2015 erano 5 i comuni focolaio in tutta la regione, a fine luglio 2019 il loro numero è salito a 350, dei quali 94 nella sola area metropolitana e 22 nella provincia di Monza e Brianza.

I comuni della zona cuscinetto, che confinano con le aree infestate e dove per precauzione si applicano le misure di contenimento, sono 226 in Lombardia, 29 nel Milanese, 29 in Brianza e 17 nella provincia di Lodi.

“Purtroppo – commenta Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza
Brianza – negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione di specie straniere che si diffondono in Italia a causa dei cambiamenti climatici e alla globalizzazione degli scambi. Va cambiato radicalmente il sistema dei controlli dell’Unione Europea, con frontiere colabrodo che lasciano passare materiale vegetale infetto e parassiti vari, senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati”.

“Tanto più – conclude Rota – che da noi questi insetti nocivi non hanno nemmeno degli
antagonisti naturali come invece accade nei loro Paesi d’origine”.

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Ma la ‘Popillia Japonica’ non è la sola specie aliena a minacciare la biodiversità.

L’agricoltura italiana è già sotto attacco della cimice asiatica che, secondo le stime Coldiretti, ha già causato 600 milioni di euro di danni.

Il coleottero giapponese è un insetto proveniente dal continente asiatico particolarmente pericoloso per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta, che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto.

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Si tratta di insetti polifagi che dove si sono diffusi hanno decimato i raccolti, distruggendo meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai.

“A livello nazionale – continua la Coldiretti – si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai, nemica naturale della cimice, ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace. È necessario – conclude Coldiretti –  colmare questo arco di tempo con sostegni adeguati per consentire alle aziende agricole di sopravvivere all’assedio del pericoloso insetto”.

 

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