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Giornata Mondiale della Biodiversità, WWF racconta il ritorno di grandi felini europei

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Lince europea, lince iberica e gatto selvatico. Sono questi i rappresentanti della Famiglia dei Felidi nel vecchio Continente. E in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, 22 maggio, il WWF racconta il ritorno di questi grandi felini europei.

Dopo un lungo periodo di declino causato dall’attività umana, il numero dei predatori in Europa sta crescendo grazie alle aree protette e ad una migliore tutela legale. Oggi è maggiore la consapevolezza pubblica circa il ruolo unico che essi svolgono nei nostri ecosistemi. Dunque non solo Africa, Nord e Sud America e Asia sono casa dei felini. I parenti “minori” di tigri, leoni, leopardi e giaguari, popolano l’Europa da centinaia di migliaia di anni, e la loro storia evolutiva si è intrecciata (spesso in maniera non positiva per queste specie) con quella degli uomini.

Lince europea (Lynx lynx). È il più grande felino europeo (fino a 26 kg per 1,3 metri di lunghezza, coda esclusa). Caratteristici i suoi balzi straordinari (fino a 3 metri di altezza), grazie al fatto che le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Ha un areale molto ampio che si estende dai Pirenei alle Alpi, soprattutto svizzere e slovene. Si stima in Europa la presenza di 8-9.000 individui, suddivise in 11 popolazioni più o meno isolate. La popolazione alpina (Svizzera, Austria, Slovenia, Francia e Italia) conta circa 130 individui.

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In Italia la specie è presente con alcuni individui osservati in Friuli, Venezia Giulia e in Trentino (sporadicamente in Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte). Le piccole popolazioni dell’Europa meridionale sono a rischio, mentre la specie in Europa non viene considerata a rischio per la maggiore consistenza delle popolazioni del Nord Europa, Scandinavia in particolare. Oltre alla frammentazione degli habitat e al bracconaggio, le principali minacce per la lince sono la mortalità accidentale (investimenti stradali in primis) e il fenomeno dell’inbreeding, cioè l’indebolimento genetico causata dall’accoppiamento tra consanguinei. 

Lince iberica (Lynx pardinus). Carnivoro di taglia media (12-13 kg) vive solo nella penisola iberica ed è considerato il felino più minacciato del pianeta. e considerata una specie ombrello, cioè una specie la cui conservazione implica indirettamente la protezione del suo habitat e delle altre specie, spesso meno carismatiche, che con questa convivono. Anche per questo, la lince iberica è considerata una specie prioritaria dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, per la cui protezione occorre dunque designare aree di conservazione speciali, proteggendo così indirettamente anche la foresta mediterranea dove la lince vive.

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Dopo anni di decimazione della specie a causa del bracconaggio e della rarefazione della sua preda principale, il coniglio selvatico, nel 2004, un lavoro di alcuni ricercatori spagnoli evidenziò come lo stato di conservazione della lince iberica era ormai critico: rimanevano linci solo nella Sierra Morena orientale e a Coto Doñana (circa 160 esemplari distribuiti in 500 km2). Come risultato delle azioni di conservazione (tra cui l’impegno ventennale del WWF nel Parco di Coto Donana, oltre a Progetti Life), già nel 2016 si stimavano più di 400 linci in natura tra tutte le aree di azione del progetto (Portogallo, Estremadura, Castilla-La Mancha e Andalusia).

Secondo gli ultimi monitoraggi (2020), oggi la popolazione di lince iberica tra Spagna e Portogallo conta più di 850 individui in un’areale in espansione. Oggi la specie è classificata come “In pericolo” (Endangered) nelle Liste Rosse dell’IUCN. Il gatto selvatico (Felyx silvestris), carnivoro che si nutre di piccoli mammiferi e uccelli, fortemente territoriale abitatore di ambienti forestali, è presente in Italia con due popolazioni: la prima si estende approssimativamente dall’Aspromonte fino agli Appennini centro-settentrionali ed una seconda sulle Alpi orientali. In Sardegna è invece presente la sottospecie africana (Felis silvestris lybica), presente tra l’altro anche nell’Oasi WWF di Monte Arcosu.

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Il Consiglio Europeo e gli attuali report IUCN identificano come principali minacce alla conservazione del gatto selvatico l’ibridazione con il gatto domestico, la competizione e la trasmissione di patogeni dal gatto domestico (dal quale si distingue per taglia maggiore e alcune caratteristiche fenotipiche), la frammentazione dell’habitat e gli incidenti stradali, ma anche il prelievo illegale dei piccoli in natura da parte di commercianti senza scrupoli. Per questi motivi la specie, assai elusiva, è considerata “Vulnerabile” in molte Liste rosse nazionali.

Il gatto selvatico è legalmente protetto in Europa (Direttiva Habitat) ma a differenza di molte altre specie di carnivori europei, per i quali sono stati attivati numerosi progetti di conservazione, non abbastanza è stato fatto sinora per il gatto selvatico europeo, per questo per il WWF è necessaria una maggior sforzo per monitoraggio e azioni di conservazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. 

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