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GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITA’, SIAMO DI FRONTE ALLA SESTA ESTINZIONE DI MASSA

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Biodiversità. Per gli scienziati, siamo di fronte alla sesta estinzione di massa, persino superiore a quella che 65 milioni di anni fa ha causato la fine dei dinosauri. Questa volta però, per cause antropiche.

Il ritmo di estinzione di specie animali e vegetali è infatti considerato da 100 a 1.000 volte superiore a quello registrato in epoca pre-umana.

Dal 1500, si sono estinte 765 specie, di cui 79 mammiferi, 145 uccelli, 36 anfibi.

Nonostante gli impegni internazionali, la biodiversità però continua ad essere in pericolo.

Attualmente le estinzioni procedono al ritmo di un numero compreso tra 10 e 690 specie per settimana.

Il 75% delle estinzioni è stato causato da un eccessivo sfruttamento delle specie (come caccia, pesca, commercio illegale di piante e animali), dalla distruzione degli habitat (per infrastrutture o per avere nuovi campi per l’agricoltura), dall’agricoltura intensiva, dall’inquinamento e dall’introduzione di specie aliene invasive.

A peggiorare la situazione, è anche il cambiamento climatico che aumenterà i suoi effetti negativi sulla biodiversità.

Con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla perdita di biodiversità, il 22 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, per ricordare l’entrata in vigore della Convenzione per la Diversità Biologica (22 maggio 1993), nata per difendere animali e piante da una serie di minacce che spesso derivano da attività umane.

La Giornata 2018, celebra inoltre il 25° anniversario della Convenzione. Un’occasione per far luce sui risultati raggiunti, stimolare e promuovere ulteriori sforzi finalizzati al raggiungimento del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020 e gli impegni connessi, compresi gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Come quella mondiale, a rischio c’è anche la biodiversità italiana.

Dai dati dell’Annuario dei dati ambientali ISPRA – per quanto riguarda il grado di minaccia delle 672 specie di Vertebrati valutate nella recente “Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani” (576 terrestri e 96 marine) – emerge che 6 si sono estinte nel territorio nazionale in tempi recenti: 2 pesci (lo storione comune e quello ladano); tre uccelli (la gru, la quaglia tridattila, il gobbo rugginoso) e un mammifero, il pipistrello rinolofo di Blasius.

Le specie a rischio estinzione sono 161 (138 terrestri e 23 marine), pari al 28% delle specie valutate. Considerando che per il 12% delle specie i dati disponibili non sono sufficienti a valutare il rischio di estinzione e assumendo che il 28% di queste sia minacciato, si stima che complessivamente circa il 31% dei Vertebrati italiani sia minacciato.

Il 50% circa delle specie di Vertebrati italiani non è a rischio di estinzione imminente.

Sono i fattori legati all’agricoltura ad incidere per il 70 percento negli scenari di perdita di biodiversità terrestre.

Le soluzioni per raggiungere sistemi agro-alimentari sostenibili includono aumenti ‘sostenibili’ di produttività, attraverso il ‘restauro’ dei servizi ecosistemici nelle aree agricole, la riduzione degli sprechi e delle perdite alimentari e il cambiamento dei nostri modelli di acquisto e consumo di cibo, fibre, cosmetici e altri prodotti non alimentari di origine agricola.

La protezione della biodiversità e dei servizi ecosistemici – sottolinea l’ISPRA – deve diventare una responsabilità condivisa, con azioni coordinate tra la comunità della conservazione della natura e di altri settori produttivi, dal turismo all’agricoltura, dall’energia ai trasporti, dall’industria all’edilizia.

I cittadini di ogni parte del mondo hanno bisogno di capire meglio il pieno valore della natura per garantirne la protezione e l’uso sostenibile.

Riconoscere l’enorme importanza della biodiversità e della natura per tutte le attività economiche fornisce una ragione politica ed economica in più per perseguire la conservazione della biodiversità e la protezione della natura e arrestare questo grave declino dell’integrità biologica del pianeta.

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