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PREVENZIONE CONTRO CURA, UNA QUESTIONE DI ETICA. 35°CONVEGNO INTERNAZIONALE AGRICOLTURA BIODINAMICA

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Biodinamica. Nel corso del 35esimo convegno “Innovazione e ricerca. Alleanze per l’agroecologia” l’esperienza di agricoltori e scienziati propensi all’utilizzo delle pratiche preventive che il metodo biodinamico suggerisce. “Una pratica che sconfina nell’esoterismo e nella stregoneria”, il commento della senatrice a vita Elena Cattaneo portavoce di una parte di scienza contraria al convegno. Una questione di etica!

Che cos è la scienza? Un tempo non molto lontano il termine per definirla era “filosofia naturale”, all’ interno della quale coesistevano quelle naturali e quelle morali.  Ma la filosofia, non essendo nel possesso integrale della verità, non era ritenuta una scienza totale. Da Platone (427- 347 a. C.)  però le cose iniziarono a cambiare e la filosofia o scienza si arricchì di un nuovo termine, “episteme”. Per episteme si intendeva il sapere certo, acquisito, che si contrappone all’opinione del singolo. Secondo il grande pensatore greco, la scienza era più valida delle rette opinioni. Una nuova epoca dunque, un faro portatore di verità assolute ed inviolabili. La certezza assoluta? Qualcuno vede certezze assolute intorno a sè? Io no, ma mi viene in mente qualcun’altro.

La senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo, a ridosso del 35° convegno sulla biodinamica dal titolo “ Innovazione e ricerca. Alleanze per l’ agroecologia” ha commentato: “Non posso fare a meno di chiedermi le ragioni per cui un’istituzione scientifica seria e rigorosa come il Politecnico ha scelto di avallare col proprio nome e la propria sede, tra la costernazione di larga parte della comunità degli studiosi, una pratica che sconfina nell’esoterismo e nella stregoneria”.

La perdita della morale, che sempre dovrebbe accompagnare la scienza, avviene grazie all’avvento delle rivoluzioni industriali e del pensiero positivista. Il risultato della volontà di un mondo perfetto governato dai lumi è oggi evidente. Ha causato un’evoluzione ma si tratta di quella del riscaldamento globale. Questa grande e rapida ascesa tecnologico-scientifico-industriale ci ha portati oggi a dover intervenire immediatamente per evitare l’estinzione a causa dell’innalzamento delle temperature dovuto dalla produzione di C02, una produzione interamente dovuta al nostro operato. Come può mai essere accaduta una simile sventura? Eppure la scienza era dalla nostra parte, pronta a difenderci e rassicurarci che niente sarebbe andato storto grazie alla sua “infallibilità”. Niente morale a priori dunque. Ma cosa è un uomo senza morale? Non è forse un passo più vicino ad essere una macchina, un mero strumento? La scienza non sa spiegarci la maggior parte delle cose che accadono, non è neanche in grado di curarci un raffreddore. A questo punto viene da pensare sia inutile, in fondo la poesia sono solo parole e la musica solo note. Per fortuna nulla di tutto questo è inutile anzi, è l’unione di queste cose a definirci (biologicamente, culturalmente, socialmente).  Dalla sensibilità con cui utilizziamo tecniche e pratiche, soprattutto scientifiche,  dipende il nostro futuro.  Prevenzione o cura? La prima porta armonia e salute mentre la seconda solo soldi nelle casse di pochi. La sensibilità o “morale” assume qui tutta la sua importanza perché ci permette di dirigere l’attenzione su ciò che più ci è utile, sul nostro benessere.

Abbiamo centrato il problema, ecco tutto l’astio nei riguardi delle pratiche biodinamiche che si concentrano proprio sulla prevenzione. La prevenzione è essa stessa cura. Siamo riusciti a dimenticarlo, almeno in Occidente. Non parleremo per ore di come funziona la biodinamica perché ci perderemmo nella terminologia. “ Un dito indica la luna, ma la luna non si trova sulla punta del dito. Le parole indicano la verità, ma la verità non si trova nelle parole”, Huìnèng. Voglio riportare le parole del suo creatore, Rudolf Steiner che già nei primi anni del secolo passato parlava di ciò che oggi chiamiamo economia circolare:“L’azienda agricola va concepita come una individualità a ciclo chiuso i cui organi, il suolo con le acque, le piante, gli animali e l’agricoltore stesso, operano armonicamente e riescono a raggiungere i seguenti obiettivi: aumento della fertilità del terreno, qualità dei prodotti, abbattimento dei costi, miglioramento delle problematiche fitosanitarie (legate alla salute delle piantagioni), scomparsa dei fenomeni di erosione del terreno e tutela della salute del produttore, del consumatore e dell’ambiente”. Avremmo potuto scegliere di utilizzare la scienza in modo diverso e non lo abbiamo fatto. Tutti avremmo potuto partecipare attivamente alla salvaguardia e alla cura di ciò che è più importante, il nostro pianeta, ma ci siamo distratti. In un attimo la cura e la coltivazione della terra sono diventate solo una vecchia usanza, al contrario del “favoloso progresso che le nuove città industrializzate possono offrire”.

Esoterismo e stregoneria dice la Cattaneo. Magari ha ragione ma se solo avessimo seguito quei precetti? Parleremmo oggi di fine del mondo? Sono certo di no e, per fortuna, non sono l’ unico. La Senatrice si è fatta portavoce di una parte della comunità scientifica mentre l’altra si è schierata per una democratica collaborazione con le tesi biodinamiche come il FAI ( Fondo Ambiente Italiano), Politecnico di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia, il CONAF ( Consiglio dell’Ordine Nazionale Dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali), Pirelli e la catena di supermercati Esselunga, per fare qualche nome. Anche Ilaria Valente, preside della scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle costruzioni, ha annunciato un nuovo corso legato alla biodinamica,   “ Landscape Architecture” che riguarda l’ architettura dei paesaggi e il patrimonio paesaggistico. Lo stesso CONAF è voluto intervenire con un comunicato ufficiale alle accuse della Cattaneo: “I numerosi ospiti ed i relatori coinvolti sono personalità impegnate a vari livelli di responsabilità in ambito accademico, scientifico, imprenditoriale, professionale e possiedono indiscussi profili di livello nazionale e internazionale. Pertanto, il loro intervento è stato valutato NON CON PRECONCETTO IDEOLOGICO, ma unicamente per il contributo di conoscenza che avrebbero potuto apportare all’argomento del convegno”.  A questo link tutto il comunicato: http://www.biodinamica.org/wp-content/uploads/32_CONAF_patrocinio_13-11-2018_ok.pdf.

In attesa di potere analizzare il dossier sulla conferenza, ringraziamo la senatrice Elena Cattaneo, l’ indifferenza del Magnifico Rettore e quella meno esplicita del Sindaco Sala.  Grazie al loro intervento mediatico hanno permesso a questo congresso di avere un ottima pubblicità. In fondo si dice che bene o male l’importante è che se ne parli. Adesso però molte più persone conoscono un nuovo termine: biodinamica.                                                                                                                                                               Le uniche certezze sono che oggi tutte le strade devono portare all’autodisciplina, a una maggiore presa di coscienza di quanto siano importanti le nostre azioni per il pianeta e di quanto poco ci rimanga per redimerci e trovare tutti insieme una nuova strada per il bene di tutti.

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