Biodinamica. Di Marco Stella. La nuova caccia alle “streghe”. L’ agricoltura biodinamica tra sacro e profano: gli scienziati si dividono. Convegno al Politecnico di Milano il 16 e 17 novembre 2018.

Biodinamica, agricoltura sinergica, permacultura, linguaggio della natura contro linguaggio scientifico: ma c’è una reale differenza?  Questo è quello che alcuni scienziati fanno trapelare a seguito delle critiche rivolte al Politecnico di Milano nell’ospitare il convegno sulla Biodinamica che avrà luogo il 16 e 17 novembre. Alcuni hanno addirittura consigliato di prendere le distanze da certe teorie anti scientifiche, altri parlano addirittura di stregoneria.

Molti altri scienziati di pari livello, per fortuna,  hanno replicato opponendosi a certe affermazioni pericolose: “Il compito della comunità scientifica è dialogare, far circolare le idee e metterle alla prova senza pregiudizi. La comunità scientifica spesso lamenta il fatto di godere di scarso credito da parte della società civile. A nostro avviso, questi comportamenti possono solo peggiorare la situazione, anche perché l’agricoltura biologica, in tutte le sue manifestazioni, continua a crescere con un ritmo inimmaginabile solo pochi anni fa e rappresenta uno dei pochi settori di successo del sistema agroalimentare italiano, così come aumenta il numero di uomini e donne di scienza interessati a studiarla. Inoltre, è scorretto nei confronti di ricercatori che senza pregiudizi hanno condotto studi e pubblicato i risultati su riviste internazionali. Nei congressi scientifici si presentano a volte relazioni in disaccordo tra di loro. Il nostro compito è non disdegnare la pratica del dubbio”.

La scienza non deve mai mettere in discussione se stessa, mai dare per scontato nulla, tanto meno ciò che riguarda il benessere delle persone. Le pratiche biodinamiche, indipendentemente dalle loro coerenze scientifiche, evitano completamente l’utilizzo di qualunque sostanza chimica o di sintesi e fanno del  lavoro e dell’amore per la terra il credo più autentico.  Dove sono i contro? Perché criticare un percorso rivolto solo al bene e al naturale miglioramento della nostra terra, del suo Humus?  Se la biodinamica non funzionasse? Di certo controindicazioni non ne avremmo. Anche la peggiore delle ipotesi non giustifica le critiche.

Tutte le pratiche agricole definibili come naturali hanno alle spalle decine di anni di lavoro, prove, esperimenti, vittorie e sconfitte. Sono sempre gli uomini, con la loro osservazione e la loro conoscenza ( paradigma essenziale), a cercare e trovare soluzioni a problemi, così come la scienza. Il male minore, forse, è proprio quello di salutare con  rispettoso silenzio chi lavora sporcandosi le mani solo per il bene altrui.

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