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Biden, tra i primi atti lo stop alla realizzazione dell’oleodotto Keystone XL

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Uno dei primi atti di Joe Biden appena insediato alla Casa Bianca sarà quello di cancellare il permesso per la realizzazione dell’oleodotto Keystone XL. L’autorizzazione per la controversa opera era stata concessa da Donald Trump nel 2017 dopo che il predecessore Barack Obama l’aveva bloccata nel 2015.

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, intende cancellare il controverso progetto del gasdotto Keystone XL tra Canada e Stati Uniti. Biden dovrebbe firmare un decreto presidenziale già il 20 gennaio, giorno del suo insediamento, secondo quanto riportano i media canadesi citando un documento del team di transizione.

L’obiettivo del progetto del gruppo canadese TC Energy, del valore di circa 8 miliardi di dollari Usa (6,6 miliardi di euro), è di trasportare oltre 800.000 barili di petrolio al giorno, su quasi 2.000 km che si estendono tra la provincia canadese di Alberta e le raffinerie statunitensi nel Golfo del Messico. Avviato nel 2008, il progetto di estensione del gasdotto è stato bloccato dall’ex presidente Barack Obama, poi autorizzato dal suo successore Donald Trump. E’ criticato dagli ambientalisti per il suo impatto sulle emissioni di gas serra.

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“The Canadian Press” il media canadese cita un documento del team di transizione di Biden, che anticipa espressamente “la revoca delle politiche ambientali di Trump tramite decreti esecutivi, inclusa la revoca dei permessi per l’oleodotto Keystone XL“.

Il capo del personale presidenziale in pectore di Biden, Ron Klain, ha dichiarato ieri che il prossimo inquilino della Casa Bianca firmerà “circa una dozzina” di decreti esecutivi durante la prima giornata della sua presidenza.

Proprio ieri, gli sviluppatori dell’oleodotto Keystone XL hanno annunciato una serie di modifiche, inclusa la sindacalizzazione dei lavoratori e l’impiego di fonti rinnovabili per azzerare le emissioni nette dell’oleodotto, nell’apparente tentativo di ottenere un ripensamento da parte della prossima amministrazione presidenziale. TC Energy Corp., azienda canadese impegnata nella realizzazione dell’oleodotto, ha assunto l’impegno a investire 1,7 miliardi di dollari in impianti fotovoltaici ed eolici e in batterie per alimentare le operazioni connesse all’oleodotto, che una volta completato dovrebbe diramarsi per oltre 2mila miglia dall’Alberta, nel Canada, sino al Texas.

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Sono circa dieci i decreti che verranno immediatamente varati da Biden, tra questi: il ritorno degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sulla lotta ai cambiamenti climatici, lo stop al divieto di ingresso negli Usa da alcuni Paesi musulmani ed il rientro degli Usa nel programma che permette di riunire le famiglie di immigrati separate al confine col Messico.

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Cosa è il Keystone XL?

A livello progettuale, il Keystone XL è un’opera lunga quasi duemila chilometri che dovrebbe trasportare a regime circa 830 mila barili di petrolio al giorno, trasportandolo dalla regione di Alberta in Canada negli Stati Uniti attraverso il Montana, il South Dakota e il Nebraska. La costruzione di questo oleodotto ha attirato l’attenzione: chi si oppone avanza critiche dal punto di vista ambientale nonché culturale, dato che attraverserebbe la terra dei nativi americani.
Esso rappresenta la quarta fase di un sistema di trasporto del petrolio che collegherebbe i terminali del gasdotto di Fase I a Hardisty, Alberta e Steele City, Nebraska, con un percorso più breve e un tubo di diametro maggiore. Il progetto ha avuto l’ok nel 2005 dalla TransCanada Corporation di Calgary, in Alberta. Da gennaio 2018 al 31 dicembre 2019, i costi di sviluppo di Keystone XL sono stati di 1,5 miliardi di dollari.

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