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Benzina al piombo, l’addio diventa globale: così saranno evitate 1,2 milioni di morti premature all’anno

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Benzina al piombo, l’addio diventa globale: esauriti gli ultimi stock disponibili al mondo, nelle raffinerie dell’Algeria. Esulta l’Onu, che stima circa 1,2 milioni di morti premature evitate e un risparmio di 2.400 miliardi di dollari ogni anno.

Benzina al piombo, la fine di un’era da dimenticare: nelle raffinerie dell’Algeria sono esauriti gli ultimi stock disponibili al mondo ed è addio ad un carburante altamente dannoso sia per l’ambiente che per la salute. La cosiddetta benzina rossa, fino al 2002, era utilizzata da 117 paesi in tutto il mondo, ma dopo quasi un secolo di utilizzo l’era della benzina al piombo è finita. L’annuncio arriva dall’Unep, l’agenzia Onu per la protezione ambientale: “Una pietra miliare che segna la fine di una minaccia per l’umanità“.

 

La benzina rossa, dotata di un additivo come il piombo-tetraetile in grado di migliorare le prestazioni dei motori, era stata introdotta nel 1922. Secondo l’Unep, la fine dell’era della benzina al piombo consentirà, ogni anno, di prevenire 1,2 milioni di morti premature e di risparmiare 2.400 miliardi di dollari in tutto il mondo. La dannosità, per la salute e per l’ambiente, della benzina al piombo è nota da quasi un secolo: era il 1924 quando, in una raffineria del colosso petrolifero Standard Oil, negli Stati Uniti, decine di lavoratori erano stati ricoverati e cinque erano morti proprio a causa dell’esposizione a quel tipo di combustibile.

 

Studi e ricerche condotti negli anni e nei decenni successivi avevano confermato che la benzina rossa è in grado di contaminare aria, polveri, suolo, acqua potabile e coltivazioni. Gli effetti per la salute erano devastanti: disfunzioni cardiache, infarti, cancro e, nei bambini, danni allo sviluppo cerebrale e all’apprendimento (con una riduzione del quoziente intellettivo stimata tra i cinque e i dieci punti). “Finalmente ci lasciamo alle spalle un secolo di morti e malattie che hanno colpito persone e ambiente, ora siamo pronti a cambiare in meglio la traiettoria dell’umanità tramite una transizione accelerata verso mobilità elettrica e veicoli puliti“, ha spiegato la direttrice esecutiva dell’Unep, Inger Andersen.

 

Molto soddisfatto anche Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu. “Fermare l’uso della benzina al piombo impedirà più di un milione di morti premature ogni anno e ci farà risparmiare 2.450 miliardi di dollari” – ha spiegato il numero uno delle Nazioni Unite – “Oggi celebriamo un’importante pietra miliare per il multilateralismo, il culmine di uno sforzo globale per liberare il mondo da una minaccia grave per la salute umana e planetaria. È necessario riformare tutti i nostri sistemi energetici, alimentari e finanziari per creare un mondo di pace che funzioni con la natura, non contro di essa“.

 

Il dibattito sulla necessità di superare l’utilizzo della benzina rossa, in tutto il mondo, era sorto mezzo secolo fa. Negli anni ’70, tuttavia, la benzina al piombo era la più diffusa in tutto il mondo. I primi Paesi a metterla al bando furono gli Stati Uniti, la Cina e l’India. Gli ultimi, invece, sono stati quelli più fragili economicamente, in particolar modo quelli dell’Africa subsahariana.

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