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BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE, PRESENTATO IN CAMPIDOGLIO IL PRIMO RAPPORTO DI ROMA CAPITALE

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Benessere Equo e Sostenibile, presentato in  Campidoglio il primo Rapporto di Roma Capitale. Presentato in Campidoglio il primo rapporto “Benessere Equo e Sostenibile (BES)” di Roma Capitale, per valutare lo stato del benessere, i bisogni e le aspettative dei cittadini romani.

Roma è la prima città ad aver elaborato, in collaborazione con Istat, un lavoro strutturato a livello locale che include 75 indicatori BES relativi a 12 domini.

Il confronto fra Roma Capitale e gli altri contesti territoriali è stato realizzato in alcuni casi con il dato regionale e nazionale, in altri con grandi comuni italiani.

In quest’ottica, il BES si pone come strumento, ulteriore ai tradizionali indicatori relativi alle attività economiche, che consente all’amministrazione di orientare le politiche pubbliche in modo efficace, allocando le risorse necessarie a colmare le situazioni di svantaggio rilevate sulle dimensioni di benessere e valutare gli impatti delle azioni intraprese.

Il progetto, nasce per valutare il progresso di una società non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale.

Nel 2016 il BES è entrato a far parte del processo di programmazione economica.

 

Il Rapporto Benessere Equo e Sostenibile BES è valutato rispetto a 12 dimensioni (o domini) e 129 indicatori che possono avere :

  • Influenza diretta sul benessere (domini come salute, lavoro, benessere economico)
  • Influenza indiretta, cioè misurano fenomeni che favoriscono il benessere generale dei cittadini e il buon andamento della vita dei singoli e della collettività, la tutela del territorio e la partecipazione.

 

Gli indicatori sono divisi in tre tipologie:

Indicatori BES, cioè identici agli indicatori ufficiali elaborati dall’Istat, sia per quanto riguarda la definizione che la fonte dei dati;

Indicatori BES modificati, cioè ispirati dagli indicatori BES ufficiali, ma trasformati per ragioni di disponibilità dei dati, di diversa fonte delle informazioni o di opportunità legata alla tematica trattata;

Indicatori AGGIUNTIVI, cioè non presenti nell’elenco ufficiale dei 129 BES dell’Istat, ma proposti perché rappresentano aspetti complementari utili a rappresentare più compiutamente la realtà urbana di Roma Capitale e degli altri grandi comuni.

 

I domini in cui l’andamento di Roma Capitale presenta condizioni complessivamente migliori rispetto alla regione e alla media nazionale sono:

  • Istruzione e formazione: con valori migliori dei tassi di istruzione superiore, di dispersione scolastica, di attività di formazione continua e di giovani Neet;
  • Lavoro e conciliazione dei tempi di vita: con valori migliori per indicatori fondamentali come il tasso di occupazione, il tasso di mancata partecipazione, il lavoro delle donne con figli, il tasso di infortuni e inabilità permanente anche se parallelamente si evidenziano maggiori criticità legate alla precarietà lavorativa, all’insicurezza dell’occupazione, al part time involontario;
  • Innovazione, ricerca e creatività: con valori migliori per la quota di lavoratori con alta specializzazione impiegati in professioni Scientifico-Tecnologiche (lavoratori della conoscenza) o in imprese creative;
  • Benessere economico: con un reddito complessivo Irpef medio-alto, un rischio di povertà, grave deprivazione e vulnerabilità lavorativa inferiori alla media nazionale;
  • Relazioni sociali: con una maggiore soddisfazione per le relazioni familiari e amicali;
  • Politica e istituzioni: per la più bassa età media dei consiglieri comunali e la maggiore partecipazione femminile negli organismi politici locali;
  • Sicurezza: per gli indicatori di criminalità predatoria inferiori a molti altri grandi comuni;
  • Benessere soggettivo: nella percezione di soddisfazione per la gestione del tempo libero e nel giudizio sulle prospettive future;

 

I domini in cui la situazione a Roma Capitale è più articolata rispetto alla regione, alla media nazionale e agli altri grandi comuni sono:

  • Salute: con valori migliori della mortalità dei giovani in incidenti stradali e della mortalità per malattie senili, cui si affiancano risultati peggiori per la speranza di vita o la mortalità per tumore;
  • Patrimonio culturale: con valori migliori per l’attrattività dei musei e delle aree archeologiche, affiancata da una spesa pro-capite inferiore rispetto alla media dei grandi comuni;
  • Ambiente: con valori migliori per la disponibilità di aree verdi e aree protette e per il minore inquinamento acustico, affiancati da indicatori più critici riguardo la dispersione della rete idrica, la raccolta differenziata dei rifiuti, la qualità dell’aria per biossido di azoto e la modernizzazione del parco macchine circolante;
  • Qualità dei servizi della mobilità: con valori superiori alla media nazionale per i posti km offerti e la domanda di trasporto pubblico, che genera nel complesso una maggiore soddisfazione del servizio di trasporto rispetto alla media nazionale, cui si affianca rispetto agli altri grandi comuni una densità minore di corsie preferenziali, di autobus meno inquinanti e di parcheggi ed un più alto tasso di incidentalità stradale e di mortalità dei pedoni;
  • Qualità dei servizi: con valori migliori per il grado di utilizzo dei servizi comunali per l’infanzia, per la presenza di impianti fotovoltaici, accompagnati da maggiori criticità per la frequenza di colonnine di ricarica per auto elettriche, per la densità di piste ciclabili e delle aree pedonali.
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