Attualità

LA BEFFA DELLA BOLLETTA ELETTRICA, PAGHEREMO ANCHE PER I MOROSI

Condividi

La beffa della bolletta elettrica, pagheremo anche per i morosi. Ecco servita la nuova beffa per gli utenti:

chi è in regola con i pagamenti delle bollette elettriche, dovrà coprire alcuni “buchi” rimasti inevasi.

Si, avete letto bene.

Parte di ciò che non è stato pagato dai morosi, se lo ritroveranno in bolletta (e quindi lo andranno a pagare) tutti gli altri clienti in regola con i pagamenti.

La nuova “trovata” è contenuta nella delibera 50/2018 dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) che, lo scorso primo febbraio, a seguito di una serie di ricorsi e sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, ha emanato un provvedimento che assegna ai consumatori (e non alle compagnie dell’energia!!!!) l’onere di rimborsare i debiti per gli oneri generali di sistema accumulati dai morosi dal primo gennaio 2016 verso le aziende di distribuzione (circa 200 milioni di euro, anche se non ci sono certezze sui numeri) che, senza soldi, si sono viste chiudere le forniture dai produttori di energia.

Una mossa che cambia le carte in tavola.

Prima infatti, erano i fornitori finali (ovvero le aziende che emettono le bollette vendendo l’energia ai cittadini) che, costretti a versare ai distributori (le aziende che invece portano l’energia dentro le case) i cosiddetti “oneri generali di sistema” (una quota per il servizio di trasporto dell’energia che poi il distributore vende), andavano a “coprire” i debiti dei morosi.

Nelle bollette non troveremo l’intero conto in sospeso di questi morosi quindi, ma solo una parte specifica: gli oneri generali di sistema e solo quelli delle aziende che non possono più distribuire il gas perché non hanno coperto il buco lasciato dai clienti furbetti.

Come riconoscere questi costi? Basta consultare nelle bollette le voci A2-A5, As, Ae, Uc4, Uc7 e Mct.

(Visited 1.174 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago